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Versilia

l’asl vince contro il ricorso dei due medici

Il tribunale: in pensione Puccinelli e Gozzini

Il tribunale: in pensione Puccinelli e Gozzini

VIAREGGIO. Fuori dall’azienda. No, dentro. Anzi no fuori. È un paradossale tira e molla nato dall’intreccio - in questo caso esplosivo - di questioni sanitarie, di bilancio e di giustizia quello che...

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VIAREGGIO. Fuori dall’azienda. No, dentro. Anzi no fuori. È un paradossale tira e molla nato dall’intreccio - in questo caso esplosivo - di questioni sanitarie, di bilancio e di giustizia quello che vede per protagonisti due medici dell’azienda sanitaria versiliese. Prima prepensionati “obbligatoriamente” in base a una specifica direttiva della Corte dei Conti che ha rilevato l’eccessivo costo del personale dell’Asl 12. Poi rimessi al loro posto di lavoro da un pronunciamento del tribunale di Lucca. E infine, dal solito tribunale, rimandati in pensione. Protagonisti due noti professionisti: Andrea Gozzini e Paolo Puccinelli.

Messi a casa dall’azienda per la “ragion di bilancio” entrambi avevano presentato un ricorso al giudice del lavoro in via di urgenza, assistiti dall’avvocato Elindo Buonaccorsi. E i primi di settembre c’era stato un pronunciamento a loro favore che riconsoceva da un lato la legittimità del ricorso così come presentato e riconosceva nel merito la sua fondatezza. Alla decisione si è opposta l’Asl che mercoledì si è vista dare ragione dal tribunale di Lucca (in composizione collegiale), quanto meno sulla non accoglibilità del ricorso dei due medici in relazione alla modalità (quella di urgenza) con la quale era stato presentato. Dunque i due medici devono interrompere il loro rapporto di lavoro con l’Asl. Ma con ogni probabilità, anticipa l’avvocato Bonaccorsi, proseguiranno la propria battaglia legale.

Tutti contenti in ospedale. Ovviamente no. L’Asl, in una breve nota, ringrazia i due medici per il lavoro svolto, sottolinea la correttezza della propria azione ma «non posso esimermi dal sottolineare che non vi è nella direzione aziendale alcuna “euforia” per il risultato raggiunto perchè evidentemente questo comporta la “sofferenza” di due professionisti che avevano la volontà di continuare la loro attività professionale ancora per un periodo di due anni. L’Azienda ha intrapreso la procedura degli esuberi perché quello era un percorso obbligato da norme di legge e da disposizioni vincolanti. L'unico sollievo deriva dalla constatazione che nella stragrande maggioranza degli altri casi non si è registrata uguale sofferenza».

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