Il Tirreno

Versilia

Notte di paura per il super manager vittima di un malore

di Luca Basile
Alessandro Carpignani
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Alessandro Carpignani

Il dirigente di Nintendo Italia Carpignani si è sentito male a calcetto. Soccorso dal 118, ringrazia l’ospedale Versilia: «Grandi professionalità»

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PIETRASANTA. Alla fine tutto si è risolto con un grande spavento e con la necessità di completare una serie di accertamenti medici, ma Alessandro Carpignani, direttore vendite della Nintendo Italia, la notte di venerdì 20 novembre se la ricorderà a lungo. «Anche e soprattutto per la competenza e l'umanità del personale medico del 118 e del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia - tiene lui stesso a sottolineare - ed è per questo motivo che racconto la mia esperienza: ne leggo e ne sento dire talmente tante, in negativo, sulla nostra sanità, che mi sembra giusto evidenziare quanto mi è accaduto».

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Carpignani, dopo avere trascorso la settimana lavorativa a Milano negli uffici della Nintendo, venerdì scorso, come da anni a questa parte, prende l’'autostrada per tornare a casa - abita Pietrasanta - e soprattutto per giocare la partita di calcio del fine settimana insieme agli amici.

«Lo facciamo da una vita: inverno, estate, pioggia o afa, noi siamo lì, sui campi della Versilia, a giocare la nostra sfida settimanale - racconta Carpignani ricordando quella drammatica serata - abbiamo anche una bacheca facebook dal nome eloquente: “sigiocasempresigiocatutti”. Arrivo poco prima del fischio di inizio, mi cambio, vado in campo, ma mi accorgo subito che qualcosa non va: non riesco a rompere il fiato, provo un dolore davanti, poi come una scarica. Esco, arrivo a stento agli spogliatoi: provo confusione in testa - racconta ancora il manager della Nintendo - ed una forte nausea. Gli amici, che non mi hanno mai lasciato un istante solo, chiamano il 118, arriva in pochissimi minuti l’ambulanza, ricevo i primi soccorsi: stavo veramente male. E il pensiero è andato al cuore, ovviamente, i sintomi erano quelli di un infarto. Ho temuto il peggio. Sono rimasto in ospedale fino al giorno dopo: analisi, controlli, visite. Piano piano mi sono ripreso ed anche i medici mi hanno tranquillizzato: gli esiti erano infatti tutti negativi. Probabilmente è stata una forte congestione: avevo mangiato qualcosa di corsa in un autogrill».

Insomma una grande paura che per fortuna si è risolta nel migliore dei modi. «Ma tutto questo - aggiunge Carpignani - ha poco significato: quello che mi preme di dire è che dal personale dell’ambulanza che è stato veloce nel decidere di portarmi subito al Versilia, al personale del Pronto Soccorso dell’ospedale che credetemi, e parlo da manager, è stato un esempio di efficienza, di ottimale lavoro in team e di quel pizzico di simpatia, di sorrisi rassicuranti, tanto importanti in quei momenti per il paziente, che purtroppo si sente totalmente inerme. Fino ad arrivare a una splendida dottoressa, di nazionalità spagnola di nome Maria Roldan che con la sua rapidità decisionale e dolcezza mi ha trasferito tranquillità in un momento, dove non ne avevo molta. Non posso che ringraziarli».

«Ed analoga premura, competenza ed umanità - conclude il racconto Alessandro Carpignani - l’ho riscontrata anche nei confronti di tutti gli altri pazienti che come me stavano, venerdì scorso, al pronto soccorso dell’ospedale Versilia: dobbiamo essere davvero orgogliosi dei nostri medici».

 

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