Il Tirreno

Versilia

Un imprenditore americano vuole comprare il Fornacione

di Marco Pomella
Un imprenditore americano vuole comprare il Fornacione

La vecchia fabbrica di mattoni potrebbe diventare un hotel con accanto villette e negozi E dagli Usa si sarebbe fatto avanti un compratore che ha avviato trattative con il Comune

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MASSAROSA. Interessi a stelle e strisce dietro il Fornacione. L’antica fabbrica di mattoni del capoluogo, da decenni abbandonata, rientrerebbe nei piani di un importante imprenditore statunitense. Per ben due volte, negli ultimi tempi, è stato avviato un contatto preliminare col Comune. L’idea di un grande albergo all’uscita dell’autostrada alletta gli appetiti di investitori oltreoceano.

Il Fornacione è considerato, almeno potenzialmente, il biglietto da visita del territorio, visto che si trova proprio all'uscita del casello Massarosa della bretella Viareggio-Lucca. Da troppo tempo però è abbandonato a se stessa, in stato di evidente degrado. Da quando, sul finire degli anni '70, la fabbrica risultò antieconomica nella produzione di mattoni e laterizi. L’azienda chiuse, centinaia di lavoratori rimasero senza impiego, e da allora è rimasta come era. Oggi chi passa sulla Sarzanese riesce a scorgere soprattutto la grande ciminiera centrale, in mattoni rossi. Il resto dell’edificio è seminascosto da alberi, sterpaglie e erba alta; un cancello arrugginito ne impedisce l'accesso dall'esterno. L'immobile (anzi l'intera proprietà a dire il vero, visto che l'area tra edifici e verde è di circa 7 ettari e mezzo) è oggetto di diverse attenzioni. Negli ultimi anni sono stati diversi gli imprenditori che hanno chiesto informazioni: tra di loro nessun italiano, solo stranieri. Ed uno su tutti ha attirato l'attenzione: un americano che, per ben due volte, si è recato all'ufficio urbanistica per chiedere carte e documenti. Anche se, in realtà, l'ultimo contatto è ormai di qualche mese fa. Lì infatti potrebbe, e dovrebbe, sorgere un grande albergo. Questo prevede il regolamento urbanistico (in adozione ora) adottato nell'aprile 2014, che di fatto ha confermato (con qualche aggiustamento) le previsioni dei piani urbanistici precedenti, datati 2008.

In sostanza si tratta di una zona di trasformazione che prevede che l'ex fabbrica sia demolita e ricostruita (mantenendo, di fatto, solo il camino come simbolo della struttura). Nell'operazione però rientra anche la costruzione di decine di attività commerciali o direzionali, e di una quindicina di edifici ad uso abitativo, villette mono o bifamigliari. Due, all'interno della zona, le caratteristiche da poter utilizzare: la presenza di torba, da poter sfruttare per usi cosmetici-industriali o per massaggi e cura delle persona, e il laghetto artificiale (frutto, appunto, di una vecchia cava) che può invece trovare sbocco come attrattiva turistica.

«La zona – commenta il vicesindaco Damasco Rosi – secondo noi racchiude molte potenzialità e si presta ad un investimento importante. Certo, i tempi di crisi non aiutano...». E di certo non aiuta neanche il fatto che pare ormai tramontata l’idea di realizzare, poco distante nella zona di Portovecchio, il famoso campo da golf che avrebbe potuto rappresentare una spinta anche per lo sviluppo del Fornacione. «Assieme all'intervento di uso privato – spiega Rosi – il regolamento prevede che siano anche realizzate opere di interesse pubblico come un parco verde, una pista ciclabile lungo il perimetro dell'area, un parcheggio, viabilità interna».

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