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strage di Viareggio

Le Camere penali criticano Grasso

Le Camere penali criticano Grasso

VIAREGGIO. Oggi si torna in aula, al Polo fieristico di Lucca, e saranno ancora i consulenti di Ferrovie a prendere la parola. Mentre infuria la tempesta sulle parole pronunciate dal presidente del...

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VIAREGGIO. Oggi si torna in aula, al Polo fieristico di Lucca, e saranno ancora i consulenti di Ferrovie a prendere la parola. Mentre infuria la tempesta sulle parole pronunciate dal presidente del Senato, Grasso, in occasione della sua visita in Versilia sabato scorso. Fuori dall’edificio in cui si svolgeva la cerimonia del Premio Giustolisi, gli striscioni che ricordavano il disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009, ed i suoi trentadue morti. Impossibile che il presidente del Senato non rivolgesse una parola a questa vicenda che è nazionale. E lo ha fatto annunciando che avrebbe telefonato al presidente del Tribunale di Lucca per esternargli il suo pensiero: il processo deve accelerare il ritmo.

Un’esigenza - e gli va pienamente riconosciuto - il presidente del Collegio, Gerardo Boragine, pone in aula ad ogni udienza. In una fase in cui gli avvocati degli imputati stanno facendo melina, on inevitabile allungamento dei tempi.

Le parole del presidente Grasso - che sono quelle che tutti abbiamo nel cuore - si scontrano inevitabilmente con la divisione dei poteri dello Stato. E l’Unione nazionale delle Camere penali oggi ha fatto risuonare l’altolà: «Rispettiamo l'indipendenza della magistratura perché rispettiamo il principio della separazione dei poteri. Ma per questo che ci chiediamo quale competenza avrà mai il presidente del Senato per chiedere ai magistrati di far presto a fare un processo». «Piuttosto che chiedere ai magistrati di quel singolo processo di essere veloci Grasso dovrebbe operare nell'ambito della sua propria competenza, legiferando appunto, e votando dunque buone leggi, che garantiscono a tutti un processo celere, liberale e garantito. Nessuno, se non la legge, potrà indicare al presidente di quel processo i tempi e i modi della sua conduzione», afferma l'Ucpi che giudica «grave» che la magistratura "sempre così attenta a rivendicare la sua autonomia, taccia del tutto».

Qualcosa, però, per il Tribunale di Lucca si potrebbe fare: completare l’organico del magistrati, in carenza di otto. Su questo tutte le voci, politica e giustizia, non potrebbero che essere d’accordo.

Donatella Francesconi

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