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tensione in ospedale

La rettoscopia viene rinviata Lui s’infuria e chiama la polizia

La rettoscopia viene rinviata Lui s’infuria e chiama la polizia

VIAREGGIO. La rettoscopia viene rinviata e lui si arrabbia. Con tanto di richiesta di intervento della polizia. Alla fine è risolutivo l’intervento di un chirurgo, che esegue subito l’esame. Ed evita...

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VIAREGGIO. La rettoscopia viene rinviata e lui si arrabbia. Con tanto di richiesta di intervento della polizia. Alla fine è risolutivo l’intervento di un chirurgo, che esegue subito l’esame. Ed evita ulteriori tensioni.

A raccontare la vicenda è lo stesso paziente, Bruno Mannocchi. «I miei problemi di salute - spiega - sono iniziati a maggio, quando, dopo un consulto con il mio medico curante, ho iniziato un trattamento contro le emorroidi. Dapprima solo una pomata; poi, persistendo il dolore, compresse e infine supposte. In questo modo sono riuscito a superare i mesi estivi, ma a settembre, essendosi aggravate le mie condizioni, ho deciso di recarmi nuovamente dal medico per un ulteriore consulto. Il 18 settembre sono stato visitato all’ospedale dal dottor Gozzini, il quale mi ha prescritto un nuovo trattamento, della durata di 20 giorni, e mi ha invitato a prenotare un esame di rettoscopia in vista di una futura operazione. Ho pagato 32 euro di ticket, ma l’ho fatto volentieri, sperando di risolvere il mio problema».

«Ho prenotato la rettoscopia per il primo giorno utile, il 23 novembre: 66 giorni dopo la visita. Inutile dire che sono stati 66 giorni infernali, di dolore insopportabile. Arriviamo così alla mattina di venerdì 20 novembre. Avendo un’ora di buco dal lavoro, ho acceso il cellulare e ho trovato una chiamata dall’ospedale. Richiamando, mi è stato comunicato dall’amministrazione che la mia visita per il lunedì successivo sarebbe stata posticipata al 14 dicembre. Inferocito, mi sono recato all’ospedale e ho chiesto il motivo del rinvio». In pratica, non c’era un medico disponibile per l’ambulatorio. Dopo gli ultimi prepensionamenti, che hanno ridotto l’organico della chirurgia, non a caso è stato chiuso l’ambulatorio proctologico, che si occupava proprio di questo tipo di casi. Così l’utente ha chiamato la polizia e ci sono stati attimi di tensione. «Fortunatamente era presente il dottor Alessandro Convalle - scrive Mannocchi - che mi ha permesso di sottopormi subito alla visita, evidenziando la necessità di un’operazione per risolvere il mio problema».

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