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omicidio iacconi

Fialdini difeso dai suoi familiari: «Insultato, ma non ha reagito»

di Matteo Tuccini
Fialdini con il suo avvocato
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Fialdini con il suo avvocato

Indagato per il delitto di Halloween, era in chiesa a Torre del Lago quando gli è stato gridato: «Assassino». I genitori: "Rispettiamo il dolore, ma il coinvolgimento di Alessio nella vicenda deve ancora essere chiarito"

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VIAREGGIO. «Lo hanno insultato, ma lui non ha reagito. E si è allontanato per evitare qualsiasi tensione». La famiglia di Alessio Fialdini, 19 anni, uno dei ragazzi indagati per l’omicidio di Manuele Iacconi - morto un mese dopo essere stato pestato nella notte di Halloween in Darsena - interviene sull’episodio di domenica scorsa. Quando Fialdini, che stava facendo da padrino per la cresima di un figlio di conoscenti nella chiesa di San Giuseppe a Torre del Lago, è stato riconosciuto dagli amici di Manuele. Ci sono stati attimi di tensione, e contro il giovane indagato sono volate parole pesanti.

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È la stessa famiglia di Fialdini che dà la propria versione su quanto accaduto. «Ci trovavamo a questa cerimonia quando Alessio è stato avvicinato da una donna, che gli ha chiesto se conosceva Manuele. Lui è rimasto interdetto. Poi è stato avvicinato da un uomo che gli ha gridato contro: assassino. Alessio non ha risposto, e si è allontanato con un parente. Non ha avuto alcuna reazione, né alcuna volontà di alimentare la tensione».

Prosegue la famiglia Fialdini: «Rispettiamo il dolore della famiglia Iacconi. Ma allo stesso tempo siamo vicini a nostro figlio, il cui coinvolgimento in questi fatti deve comunque essere chiarito».

Sull’episodio interviene anche l’avvocato Massimo Landi, che tutela Alessio Fialdini: «Posso comprendere le intime ragioni di una reazione istintiva, ma devo con forza ribadire le ragioni del mio assistito. Che ha sin dall’inizio chiarito il suo coinvolgimento nella vicenda. E per il momento, lo ribadisco, non è neppure imputato di alcun reato».

L’episodio di domenica scorsa in chiesa è la spia di una tensione crescente attorno al caso Iacconi. Pochi giorni prima c’era stata l’aggressione a sprangate al barista del Caffè Sport di Torre del Lago, che ha visto coinvolto un altro dei ragazzi indagati, di cui non facciamo il nome perché all’epoca dell’omicidio Iacconi era minorenne. Fatto che ha contribuito a rendere pesante il clima. Nei confronti di questo giovane non è stato preso alcun provvedimento da parte della magistratura, che peraltro deve valutare se chiederne il rinvio a giudizio proprio per il delitto. Altre decisioni da parte degli inquirenti si attendono a breve, dopo che verranno rese pubbliche le motivazioni della prima sentenza sull’omicidio Iacconi, e cioè la condanna a dodici anni di carcere per il diciottenne che si era autoaccusato del pestaggio. Si attende, infatti, la conclusione delle indagini a carico proprio di Alessio Fialdini e Federico Bianchi, gli altri due giovani finiti sotto accusa. Decisivi, in questo senso, gli accertamenti della polizia scientifica su caschi e indumenti dei ragazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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