Appartamenti da 45 metri: gli albergatori dicono no
Contrari anche Legambiente ed Italia Nostra: aumenta il carico urbanistico Bertolani (Confcommercio): in Francia hanno la formula “studi” da 20 metri quadri
VIAREGGIO. Arturo De Ambris è stato assessore all'urbanistica nei primi anni Novanta, quando sindaco era Antonio Cima. Sulle dimensioni minime delle abitazioni in città, ricorda, «si fece una lunga battaglia per arrivare ai 60 metri quadrati da 30 che erano...». De Ambris, intervistato dal “Tirreno” sulla proposta della Giunta Lunardini di portare a 45 metri quadrati la dimensione minima degli appartamenti concludeva: «Oggi, le intenzioni annunciate ci fanno tornare indietro di vent'anni».
Era ieri, ma l’annuncio dell’assessore della Giunta Del Ghingaro, Alessandro Pesci, favorevole ad una misura minima di 45 metri quadrati riaccende una discussione che, al momento, sembra trovare più parere contrari che favorevoli.
Un no secco arriva dalla presidente degli albergatori viareggini, Elisabetta Bellotti: «È un’ulteriore mazzata per noi albergatori, che già dobbiamo fare i conti con il fenomeno dei bed&breakfast non professionali. Mi pare una scelta veramente deleteria per la nostra categoria. Senza contare che il turismo delle seconde case non paga certo la tassa di soggiorno che grava, invece, sugli albergatori».
Favorevole con riserva è, invece, Piero Betolani, presidente di Confcommercio: «In Francia hanno la formula degli appartamenti-studio da venti metri quadrati. Certo, se è per danneggiare gli alberghi sono contrario. Ma se è una formula per facilitare le soluzioni abitative turistiche e per i residenti, allora sono favorevole. In quarantacinque metri quadrati si può vivere e con questa soluzione si rilancia l’edilizia».
Pollice verso da Legambiente: «Mi pare che questa scelta - ricorda la presidente versiliese, Letizia Debetto - sia stata sconfitta diverse volte. Perché inevitabilmente porta all’aumento del carico urbanistico. E mi pare che non ne abbiamo proprio bisogno». La risposta che Legambiente vorrebbe avere a proposito di Regolamento urbanistico, però, è un’altra: «In materia di commercio e relativa espansione la Giunta Del Ghingaro che ne pensa?».
Italia nostra è una delle associazione che ha già incontrato l’assessore Pesci. Il presidente della sezione Versilia, Antonio Dalle Mura è una delle voci di riferimento in città quando di discute di urbanistica: «Se una città la guardi per pezzi ci fai tutti i “giochi” che ti pare...». Come in una sorta di Monopoli dal vero. «Ma soprattutto - incalza Dalle Mura - come la rigeneri una città se non sai che città è?». Perché, scriveva il grande urbanista Le Corbusier nel 1946, «l'urbanistica è l'espressione, rappresentata nelle opere dell'ambiente costruito, della vita di una società. Di conseguenza, l'urbanistica è lo specchio di una civiltà».
Italia Nostra ha consegnato all’assessore un proprio documento sul Regolamento urbanistico che verrà, i cui indirizzi vanno oggi al voto del consiglio comunale senza il parere della commissione ambiente che si è espressa con due soli voti favorevoli e quello contrario del consigliere di maggioranza Giuseppe De Stefano. Che oggi potrebbe far pesare la propria contrarietà nella seduta del consiglio (si inizia alle 10).
Donatella Francesconi
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