Toscana
Per l’esperto non c’è stata premeditazione
La relazione del professor Mauro Mauri, consulente tecnico della Procura di Lucca - quindi di parte - è uno degli snodi fondamentali di un’inchiesta che non ha bisogno di capire il chi e il come, ma...
La relazione del professor Mauro Mauri, consulente tecnico della Procura di Lucca - quindi di parte - è uno degli snodi fondamentali di un’inchiesta che non ha bisogno di capire il chi e il come, ma solo il perché. Che è determinante, una volta che Nicola Guidotti finirà di fronte al giudice.
Scrive il professor Mauri: «Il gesto omicida, occorso in un quadro emotivamente scompensato, sembra la risultante di un logorio durato anni e che è divenuto un'esasperazione, tanto da non permettere al periziando (Nicola
Guidotti, ndr) di vedere un’altra via d'uscita in quei momenti».
Inoltre, ritiene Mauri che «... al momento dei fatti, il periziando fosse affetto da una condizione di infermità mentale, tuttavia non tale da ridurre grandemente o da escludere la capacità di intendere e di volere». Si tratta - affermano i legali di Nicola, gli avvocati Riccardo Carloni (nella foto) e Massimo Landi - di conclusioni molto importanti anche a favore dell'indagato, per inquadrare bene la gravissima vicenda in cui è processo. Peraltro, il professor Mauri afferma che «sulla base del racconto sembra da escludere la premeditazione». I consulenti della difesa, Alberto Petracca e Roberto Branconi, hanno condiviso quanto affermato dal perito della Procura Mauri, ritenendo però che, «al momento del fatto, essendo
Guidotti affetto da una condizione di infermità mentale, potesse trovarsi ad agire in uno stato in cui la capacità d’intendere e di volere fosse almeno grandemente scemata».
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