Gioco
Fiato sul collo dei banditi che hanno assediato il Maki
La polizia sa chi sono e conferma: erano armati di machete e fucile ad aria compressa La testimonianza: quando la pressione aumenta gli spacciatori puntano ai locali
VIAREGGIO. La polizia conferma: i due nordafricani che giovedì notte si sono presentati al Maki Maki, in Darsena, erano armati. Di machete e di un fucile che dovrebbe essere ad aria compressa. Le indagini proseguono - assicura il dirigente del commissariato, Marco Monteleone - ed i due sono stati identificati. Le ricerche continuano ed i due protagonisti dell’assedio al locale della Darsena, senza permesso di soggiorno e senza un indirizzo, hanno il fiato sul collo. Le Volanti non sono mancate in Darsena, nel fine settimana, ed anche ieri mattina sono prontamente intervenute per dividere due stranieri che erano venuti alle mani.
«Attenzione alla psicosi», è l’invito del Questore Vincenzo Ciarambino, che non nega però l’attenzione alta delle forze di polizia sulla Versilia. Tanto che per il 4 dicembre è fissato in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza tutto dedicato alla sola Versilia, come ha annunciato il Prefetto Giovanna Cagliostro.
Resta il fatto che il popolo degli spacciatori sente la pressione dovuta agli interventi degli ultimi mesi, caratterizzati soprattutto dalla continuità delle operazioni messe a segno. Per disposizione della Prefettura, dalla fine dell’estate la presenza dei carabinieri della Compagnia di Viareggio nella pineta di Ponente è costante. E gli interventi dell’Arma sono rivolti agli spacciatori ma anche ai consumatori. I militari al comando del maggiore Massimo Amato, acquisiti gli elementi dalle operazioni in pineta, guardano oltre. E quello che emerge - arresto dopo arresto - è un tessuto locale che vede anche i viareggini coinvolti nella rete degli spacciatori, oltre che degli acquirenti.
D’altra parte Viareggio è un piazza ottima, che attira compratori dalla Toscana e anche oltre. Qui si «fa spesa», nel senso che si trova di tutto. Soprattutto cocaina a prezzo stracciato (50 euro bastano per fare serata in due, ma il “taglio” è spesso di pessima qualità), ed una gran quantità di “fumo”. Supermercato a cielo aperto, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza interruzioni.
«I locali fanno vita dura», racconta Alessio De Giorgi, una vita sulla Marina di Torre del Lago con il “Mama Mia”. Come accaduto al Maki, in Darsena, che ne cuore della notte si è ritrovato due uomini armati all’esterno che gridavano “Vi ammazziamo” e pretendeva di entrare. «Quando gli spacciatori sentono il pressing delle forze dell’ordine - continua De Giorgi - è facile che accadano cosa del genere». Perché l’alternativa alla vendita nelle zone sorvegliata diventa riuscire ad avere l’accesso nei locali. I cui gestori si organizzano con la vigilanza privata che si ritrova a fare i conti con i continui tentati di ingresso. «Ma se entrano è la fine», sono ancora le parole di De Giorgi.
I più giovani, quelli appena arrivati ci provano sempre: «Ad inizio dell’estate appena passata - è ancora la testimonianza - un po’ di tensione c’è stata. Un gruppo di giovani tunisini ha provato a sottrarre il mercato ai più anziani». Il tentativo è rientrato e non con le buone maniere.
In Rete il dibattito sulla sicurezza si scalda ed il rischio è quello della “guerra di religione”. Ma è pur vero che le promesse le porte via il vento. Come la postazione fissa della polizia municipale in piazza Dante o il turno di notte dei vigili. Per il quale l’assessore Manzo si era impegnato con una proposta da sottoporre ai sindacati a settembre. Di quale anno, però?
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