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Versilia

Al via le domande per avere subito una lunga proroga

Al via le domande per avere subito una lunga proroga

I titolari delle aziende devono fare richiesta entro l’anno sulla base degli investimenti che vogliono fare sui bagni

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FORTE DEI MARMI. Massimo Baldini, prima di chiudere il suo appello al partito dei bagni, ha annunciato che a breve, anzi a brevissimo, visto i tempi legati anche alla sentenza del 3 dicembre a Lussemburgo, una riunione sulla famosa domanda per la proroga della concessione.

Deve essere presentata entro il 31 dicembre nel caso la corte europea cancelli la proroga delle concessioni al 2020. Tempi strettissimi, più o meno 40 giorni, compresa la valanga di giorni festivi che si porta con sè dicembre.

La domanda – come è abbastanza noto – riguarda la possibilità di chiedere comunque una proroga della concessione demaniale di fronte ad una serie di investimenti.

«Ho chiesto al ministero dei trasporti – ha spiegato Baldini – di essere presente alla riunione con un loro funzionario. Non solo. Ho chiesto di spiegare per iscritto come si deve procedere per fare la domanda».

Argomento del contendere era il fatto se fosse necessaria o meno presentare la documentazione completa sull’investimento da fare per ottenere l’attesa proroga alla concessione.

«Il ministero ci ha risposto – ha spiegato in Capannina il senatore Baldini – che basta fare la domanda in cui si illustra semplicemente il progetto. E poi presentare in un secondo tempo la documentazione».

In ogni caso nella prossima riunione tecnica coi Trasporti si potrebbe arrivare anche ad elaborare un fac simile della domanda, in modo da evitare fraintendimenti.

Questa domanda – vista la situzione complessiva – resta un palliativo. Non se lo nasconde lo stesso Baldini. Che più volte ribadisce che «non sarà la via giuridica o anche giudiziaria a salvare le aziende del turismo balneare. Serve solo un’azione politica».

«E’ tanto che noi lo ripetiamo – chiosa alla fine Emiliano Favilla, uno dei capi della rivolta anti-aste – le azioni giuridiche, le proposte dei nostri sindacati sono inutili. C’è solo un modo per salvare i bagni: uscire dalla Bolkestein e quindi dalle aste. La proposta di Baldini, che apprezziamo, ricalca quella del nostro comitato. Un giudizio sulla proposta politica? E’ chiaro che Baldini vuole recuperare terreno e visibilità in campo politico. Detto questo vediamo come si evolve il movimento».

Certo se il premier Renzi immagina di arrivare a fine legislatura, ovvero nel 2018, tempo ce n’è per mettere su un partito. «Apriremo sedi in tutto il Paese» ha ricordato Baldini al pubblico della Capannina. Se quelle strofe non fossero usate per cose ben più tragiche, una sorta di «aux armes, citoyens» per i bagnini di tutta Italia.c.b.

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