Finanza
Il comitato per la biblioteca: «Buratti ci ha denigrato»
Sulla vicenda di palazzo Quartieri si apre la polemica su chi ha venduto la casa a Forte per andare a vivere fuori Comune: «Molti lo hanno fatto per necessità»
FORTE. «Quando non si hanno argomentazioni ragionevoli per confutare le tesi dell’interlocutore ricorrere all’uso della sua denigrazione ed all’attacco personale è sicuramente un colpo sotto la cintura, un’azione di basso livello».
Il comitato per la salvaguardia della Biblioteca a Palazzo Quartieri c’è rimasto male. Si aspetta le solite risposte dal sindaco, invece Buratti è andato giù di duro, ricordando ad esempio che nel comitato c’è chi difende Forte ma dopo avere venduto casa ed essere andato a stare fuori Comune.
Del resto ormai Buratti (con l’operazione Cruciani-Caprai che affitta i fondi di palazzo Quartieri) tratta da una posizione di forza. E questo vieppiù inviperisce il comitato.
«Se un tale modo di argomentare viene adottato da un Sindaco - continua il Comitato - l’episodio assume una dimensione sconcertante. Egli ha l’obbligo di mantenere alto il livello del dialogo e deve evitare di scadere in attacchi personali che niente hanno a che fare col tema in discussione. Per questo giudichiamo l’intervento del Sindaco sulla lettera che il Comitato ha rivolto al signor Cruciani (in realtà Cruciani è il nome della ditta, il patron si chiama Caprai, ndr), oltre che offensiva anche preoccupante. Ci chiediamo infatti, perché il Sindaco risponde al posto del privato ? Per di più una risposta offensiva. Non è da sindaco appellare “sparuto gruppo” un gruppo di cittadini. Colpevolizzare poi, quello stesso sparuto gruppo, perché qualcuno, (chissà quanti!) tra i 900 firmatari, ha dovuto privarsi della propria abitazione al Forte (magari per cause di forza maggiore) e contestualmente varare un “Piano per la casa” per farli ritornare, non sembra essere un bell’esempio di coerenza amministrativa».
«Il sindaco Buratti sta dimostrando giorno dopo giorno, di non riuscire più a distinguere ciò che è proprietà privata e del singolo cittadino, da ciò che è pubblico e di pubblico interesse. Così, mentre da un lato denigra chi ha venduto (o svenduto? si spieghi meglio!) al Forte, dall’altro acquista un edificio come l’Abc ad un prezzo del tutto vantaggioso per il privato e non certo per l’ente che amministra. Un sindaco in un tale stato confusionale è tanto pericoloso lancia l’allarme il gruppo di firmatari – da giustificare la formazione di un Comitato di salute pubblica per la salvaguardia appunto del paese».
«Caro sindaco vogliamo concludere con una benevola raccomandazione, - conclude il Comitato - invece di stare a guardare coloro che legittimamente vendono le cose di loro proprietà, perché non si sforza di capire, (specie dopo le condanne che ha ricevuto in primo grado ed in appello – per colpa grave - per aver affittato spazi all’interno del palazzetto dello a prezzi vantaggiosi per il privato unico sindaco nella storia di Forte ad essere stato condannato) la differenza che c’è tra quello che è suo, proprio suo e quello che è dei suoi concittadini? L’elenco degli atti che non hanno fatto certo l’interesse dell’Ente comincia ad essere lungo e non sarebbe male per Lei porvi un termine: al Palazzetto dello sport, si aggiunga l’acquisto dell’Abc Motor ad un prezzo esorbitante, poi la concessione, nel 2014, del modulo balneare di ponente senza riscuotere l’affitto, poi l’altra concessione (e questa senza bando pubblico) del suolo pubblico alla Maserati».
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