Il Tirreno

Versilia

Caccia di frodo al Chiarone Nei guai un camaiorese

L’uomo è stato fermato e denunciato dai guardiaparco da mesi sulle tracce di bracconieri. Nel suo barchino anche un vano segreto per nascondere il fucile

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MASSACIUCCOLI. Per cacciare senza alcun permesso aveva scelto un luogo tanto bello quanto assolutamente proibito per certe attività: la riserva del Chiarone a Massaciuccoli. Incurante dei danni all’ambiente e agli animali che stava facendo nel tentativo di catturare delle folaghe. Ma è stato scoperto e naturalmente ora dovrà rispondere dell’accusa di bracconaggio.

Nella rete dei controlli delle guardie del Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli è finito nei giorni scorsi un cacciatore di Camaiore. Un bracconiere, per la precisione, dedito alla caccia di frodo delle folaghe nel Lago di Massaciuccoli, in particolare nella Riserva naturale del Chiarone.

Nelle scorse settimane i guardiaparco del corpo di vigilanza dell’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, avevano infatti verificato la ripresa di atti di bracconaggio nei confronti dei numerosi esemplari di folaga presenti nelle acque della Riserva naturale del Chiarone, un'area di grande pregio ambientale ricompresa nell'alveo lacustre del Massaciuccoli. Già verso la fine dello scorso anno, gli uomini del Parco avevano la certezza che qualcuno compiesse blitz fulminei nei confronti dei branchi di folaghe per abbatterne qualcuna e dileguarsi poi senza lasciare tracce utili, prima ancora che i guardiaparco avessero la possibilità di organizzare un'azione di repressione dell'illecito.

Dopo i primi sospetti, indagini accurate ed appostamenti in loco, i guardiaparco sono riusciti ad intercettare, non senza fatica, il barchino condotto dal cacciatore camaiorese durante una delle sue scorribande nell’area protetta, stavolta sfortunata. Nel corso dell’ispezione l’imbarcazione è risultata addirittura dotata di apposito doppiofondo, con alloggiamento appositamente creato per occultare un fucile da caccia calibro 12 e numerose munizioni in piombo, il cui uso è proibito in tutto il comprensorio palustre.

Le guardie del Parco hanno conseguentemente provveduto a sporgere denuncia alla Procura del Tribunale di Lucca e a porre sotto sequestro sia l'arma e le munizioni, sia l'imbarcazione.

«Per il bracconiere -spiega in una nota l’ente Parco - oltre al rischio di condanna penale ed al pagamento di pesanti sanzioni amministrative, potranno esserci ripercussioni anche sulla licenza di caccia, giacché i fatti sono stati portati a conoscenza anche della Questura di Lucca».

«L’azione intrapresa dal corpo di vigilanza dell’ente - continua il Parco - ha fatto registrare molte esternazioni di compiacimento, soprattutto da parte dei numerosi cacciatori del comprensorio del Massaciuccoli che hanno deciso di adeguarsi ai tempi che cambiano e di esercitare un oculato prelievo delle risorse faunistiche, nel pieno rispetto dei limiti e delle modalità consentite».

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di Redazione web