Il Tirreno

Versilia

La polizia denuncia gli aggressori del barista

di Donatella Francesconi
La polizia denuncia gli aggressori del barista

I reati contestati: lesioni personali aggravate e porto di oggetti per offendere L’assessore alla sicurezza incontra in Municipio il diciottenne ferito

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VIAREGGIO. La notizia arriva nella mattinata: la polizia ha deciso di procedere d'ufficio e gli aggressori del giovane barista di Torre del Lago sono stati denunciati per lesioni personali aggravate e porto di oggetti atti ad offendere. Quanto accaduto ora è all'attenzione della Procura di Lucca - per il maggiorenne già arrestato nel contesto dell'omicidio di Manuele Iacconi e del ferimento di Matteo Lasurdi, un anno fa - e della Procura dei minori di Firenze, visto che all’aggressione nei confronti di Isidoro Della Volpe ha partecipato anche un minorenne. I fatti, una volta ricostruiti nella loro completezza dagli inquirenti, si sono mostrati in tutta la loro gravità. L’oggetto con il quale il barista diciottenne è stato aggredito non è stato trovato sul posto, ma era già nelle mani dei ragazzi che si sono presentati mercoledì pomeriggio nel Caffé dello sport. Ed è confermato quel «veniamo a prenderti» sibilato nel cellulare della vittime. «Le aggravanti riscontrate nella ricostruzione - spiega Marco Monteleone, dirigente della sezione anticrimine della Questura di Lucca, attuale reggente del commissariato di Viareggio - ci hanno portato alla decisione di procedere d’ufficio». Così che ora la parola passa alle due Procure, entrambe già coinvolte nei procedimenti aperti per l’omicidio di Manuele Iacconi, picchiato a morte su un marciapiede di via Coppino la notte del 31 ottobre 2014.

«Ho sentito come un gong dentro la testa...», racconta Isidoro il giorno dopo l’aggressione. Il volto pallido, tirato. I punti in testa. In faccia il segno della suola di una scarpa: «Quando ero a terra mi hanno dato un calcio in faccia...». A terra il diciottenne, colpevole di aver difeso dai suoi aggressori una ragazza pesantemente apostrofata qualche giorno prima nello stesso bar, è finito per il colpo ricevuto in testa: «Era una sbarra di ferro - racconta -: l’ho sentita bene...». Una sbarra che il maggiorenne «ha tirato fuori - racconta un amico della vittima - da dietro la schiena. La teneva nascosta dal giubbotto». Pochi attimi prima, Della Volpe - uscito dal bar per parlare con i ragazzi che lo stavano cercando ed erano arrivati fino a Torre del Lago - si era preso uno schiaffo in pieno volto da parte del minorenne, fino a ieri senza precedenti. «Mi si è parato davanti con il casco in mano - è ancora Della Volpe a raccontare -. Gli ho detto che se voleva parlare con me doveva posare il casco...Poi mi è arrivata la sberla...». Nell’aula del processo Iacconi uno dei difensori ha spiegato al giudice - racconta ancora sconvolto Daniele Iacconi, fratello di Manuele - che “a Viareggio è diventata una moda usare il casco per picchiarsi...”.

Di «vigliacche aggressioni» parla Maurizio Manzo, ieri Questore oggi assessore alla sicurezza, che ieri mattina ha incontrato il giovane aggredito: «Devi stare tranquillo. Non devi vivere nella paura. Ma se noti qualcosa che non va intorno a te chiama polizia o carabinieri. Le forze dell’ordine sono informate, così come l’Autorità giudiziaria ». Consapevoli che - come è tornato a ribadire Luigi Troiso, titolare del rinnovato Bar sport e consigliere comunale per il secondo mandato - «è andata bene. Perché quel colpo di spranga in testa poteva fare danni ben più gravi».

Per prendere atto che il livello di violenza con il quale si devono confrontare giovani e giovanissimi viareggini è arrivato al limite, però, non c’è bisogno di un altro cadavere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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