Sicurezza
Il superhotel russo viene bloccato dalla burocrazia
Ancora fermo il piano per la fusione tra Alcione e Mirabeau Lungo anche l’iter per rifare il vecchio Paradiso al mare
FORTE. Chi sperava che il viale dei cinque stelle (leggi il viale Morin) potesse sfoggiare in tempi rapidi i suoi nuovi gioielli di proprietà russa dovrà ricredersi. Infatti non si tratta soltanto di presentare dei semplici progetti di ristrutturazione degli edifici per quelli che erano l’ex Hotel Alcione e l’adiacente ex Hotel Mirabeau, nonché per il vecchio e glorioso Paradiso al mare a due passi da piazza Marconi, ma di proporre al municipio veri e propri piani attuativi che, come prevedono le norme urbanistiche, hanno complessità e soprattutto tempi piuttosto lunghi. Da quanto abbiamo appreso da chi opera nel settore i due alberghi posti quasi al confine con Marina di Pietrasanta avrebbero già presentato un loro piano attuativo, che prevede fra l’altro l’unione dei due ex alberghi per farne uno solo di massimo livello. Ma il progetto sarebbe ancora alla Commissione Urbanistica o giù di lì, perché si vocifera che ci siano perfino dubbi se il terreno interessato dall’operazione di ristrutturazione delle due vecchie strutture ricettive sia ricompreso o meno nelle norme del Pit (il Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico della Regione Toscana).
Ad ogni modo il Piano attuativo è ben lontano dall’arrivare all’esame del Consiglio comunale che dovrà adottarlo, e poi dopo la pubblicazione e le rispettive osservazioni approvarlo definitivamente. E solo a quel punto scatterà il progetto vero e proprio del nuovo albergo a 5 stelle. Un iter lungo che interesserà anche il Paradiso al mare, che, da questo punto di vista, dovrebbe essere ancora più indietro.
«Il fatto è che oltre alla complessità dei tempi previsti - ci spiega un operatore immobiliare - Forte dei Marmi è letteralmente prigioniera di una strumentazione urbanistica così come di un’idea piuttosto antiquata del settore ricettivo. Qui si guarda ancora all’albergo tradizionale, mentre oramai, tanto per fare un esempio, le grandi catene e chi investe oggi negli hotel degli anni futuri guarda a strutture decisamente più aperte. Un esempio? I cosiddetti “boutique hotel”, termine coniato negli Stati Uniti per indicare dei piccoli hotel di lusso, con un ambiente non convenzionale e intimo. I boutique hotel si distinguono dai grandi hotel e motel dal fatto che forniscono alloggi e servizi personalizzati. Spesso chiamati “design hotel” o “lifestyle hotel”, i primi boutique hotel sono nati nelle grandi città come New York, Londra e San Francisco. Solitamente, i boutique hotel sono arredati in base a un tema o uno stile particolare. E sebbene siano considerati più piccoli rispetto agli hotel tradizionali (gli standard vanno da 11 fino a 100 stanze), i boutique hotel possono arrivare ad avere centinaia di stanze nelle città più grandi. Questi hotel, inoltre, non fanno mai parte di gruppi o catene, ma sono sempre individuali e tendono a conservare la propria particolare identità. Normalmente le stanze sono fornite di telefono, connessione ad internet, aria condizionata, bar e pay TV. Ed ecco la particolarità offrono anche saloni (usualmente a tema), negozi e pubblici esercizi spesso aperti anche al pubblico. Insomma strutture queste di chiara derivazione internazionale, che però una clientela cosmopolita come quella dei cinque stelle lusso è abituata, ormai, a trovare in giro per il mondo» .
E proprio a queste tendenze sembra che si ispiri la proprietà del Paradiso al mare, l’ultimo degli alberghi finito in portafoglio ai russi per una quindicina di milioni di euro. Le stagioni al Forte sono inesorabilmente corte e tra gli operatori di questo livello è ormai opinione corrente che l’albergo tradizionale abbia il fiato corto.
Nuovi concept con strutture aperte che oltre alla ricettività alberghiera consentono di unire ristorazione, boutique e negozi vari aprendosi all’esterno, sono perciò anche al Forte un’ipotesi allettante tutt’altro che remota. La domanda però è una sola saprà (e vorrà) Forte dei Marmi adeguarsi a queste tendenze? La risposta è agli amministratori di oggi e dei prossimi anni.
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