Il pestaggio finì con un cadavere Ma per i protagonisti è stata solo “sfiga”
«Lui è un bravissimo ragazzo e non è colpa sua di tutto questo casino. È successo ma è stata anche un po’ di sfiga». Sono le parole che utilizza uno dei giovani coinvolti nell’aggressione di un anno...
«Lui è un bravissimo ragazzo e non è colpa sua di tutto questo casino. È successo ma è stata anche un po’ di sfiga». Sono le parole che utilizza uno dei giovani coinvolti nell’aggressione di un anno fa che ha visto Manuele Iacconi perdere la vita dopo il pestaggio ed un suo amico restare ferito. Così si esprime il ragazzo tramite la propria pagina Facebook parlando dell’amico, all’epoca dei fatti minorenne, oggi condannato a dodici anni e affidato ad una comunità di recupero dalla quale non può uscire.
Un morto, dopo un mese di agonia, ucciso a soli 34 anni dai colpi inferti con un casco; un’inchiesta; un processo; una condanna; l’iter della giustizia che per gli altri giovani conivolti - compreso quello che scrive - non è ancora terminato. Il tutto liquidato come una quesione di “sfiga”... (d.f.)
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