Sicurezza
Troppi piccioni in centro il Comune corre ai ripari
Saranno catturati e inviati in un centro specializzato oltre cinquecento volatili Tartarini: «Sporcano e sono pericolosi, dobbiamo diminuirne il numero»
PIETRASANTA. «Sono troppi, rappresentano un pericolo per la salute e sporcano. E quindi la colonia va ridotta». Il Comune dice basta ai piccioni che volano sul centro storico: l’obiettivo è catturarne un discreto numero – si parla di circa 500 su una presenza, stimata, di oltre un migliaio - metterli in quarantena e poi inviarli in un centro specializzato. «Nessuno vuole abbattere i piccioni, tanto meno questa amministrazione – spiega l’assessore all’ambiente Simone Tartarini – ma sono un problema che dobbiamo affrontare tenendo ben presente la sensibilità di tutti. Il numero è eccessivo e non è più sopportabile. È necessario un ridimensionamento. Stiamo valutando tutte le soluzioni».
In realtà il rapporto fra i residenti del centro e volatili è contraddittorio: c’è chi li alimenta e si preoccupa delle loro condizioni e chi, al contrario, dispone intorno le proprie abitazioni elementi di “dissuasione” per tenerli a debita distanza. Con annesse discussioni fra le due fazioni. «Gli escrementi dei piccioni e le loro carcasse costituiscono – spiegano dal Comune - veicolo di trasmissione di microrganismi quali salmonella, clamydia, criptococco, ma anche zecche, pulci, pidocchi, acari con rischio di sviluppo non solo di patologie infettive, ma anche di fenomeni allergici, che possono assumere aspetti di notevole gravità. È dal 2011, quando si tentò con i contraccettivi (soluzione che si è rivelata un flop) che non sono più state prese in considerazioni soluzioni per risolvere una emergenza che nel frattempo è scappata di mano. Residenti e turisti che non fanno mancare puntualmente di segnalare all’amministrazione comunale gli effetti di una presenza così massiccia. Da poche centinaia, senza alcuna azione di contenimento, la popolazione è decuplicata negli ultimi anni. La pratica poi di chi offre mangime, scarti di pane fa il resto mantenendoli - continuano dal palazzo - nei centri abitati. Da qui l’idea di catturarli e relegarli in gabbie apposite, metterli in quarantena in una voliera per verificare la presenza di malattie e dividere gli esemplari malati da quelli sani, e poi ancora inviarli ad un centro specializzato dove trascorreranno la loro vita. Fra le ipotesi alternative l’impiego di un falco per allontanarli. Di certo qualcosa va fatto: dobbiamo ridimensionare il numero dei piccioni presenti nel centro storico».
Luca Basile
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