Sicurezza
Preso a sprangate fuori dal locale
Torre del Lago: barista aveva difeso una coetanea. Nell’aggressione coinvolto uno dei ragazzi indagati per l’omicidio di Manuele Iacconi
TORRE DEL LAGO. «Non me l’aspettavo... Altrimenti mi sarei parato... chessò... avrei alzato un braccio...». Poche parole, al telefono con il suo datore di lavoro, mentre all’ospedale gli mettono i punti prima di portarlo a fare una Tac. Isidoro Della Volpe, 18 anni, lavora al Caffé dello Sport part time, e si occupa dell’Internet point. Mercoledì 18, nel pomeriggio, è stato vittima di un aggressione a tradimento. Colpito alle spalle con una mazza, non si sa se di legno o di ferro. Il sangue è ancora lì, sul marciapiede. L’ambulanza della Misericordia di Torre del Lago sfreccia via verso l’ospedale. Le Volanti del commissariato di polizia lampeggiano nell’imbrunire. E per gli agenti è subito chiaro che l’aggressione ha un risvolto ben più terribile. I ragazzi all’interno del bar al momento del fatto hanno riconosciuto gli aggressori. E fanno nomi e cognomi, senza tirarsi indietro. Indicando, in uno dei due che hanno affrontato il barista, uno dei protagonisti del pestaggio che un anno fa (31 ottobre 2014) ha causato la morte di Manuele Iacconi in via Darsena.
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È un attimo. La notizia come un vento fa il giro di una città che sente ancora viva quella ferita. Solo domenica scorsa papà Iacconi ci raccontava: «Ma che dobbiamo fare? Ditecelo voi...Quelli sono ancora tutti in giro...Come niente fosse!». I due aggressori si sono allontanati in scooter. Ma poco prima delle 19 è il Questore di Lucca, Vincenzo Ciarambino a dare l’annuncio: «Li abbiamo fermati. Sono in commissariato». Marco Monteleone, dirigente della sezione anticrime della Questura di Lucca, oggi reggente del commissariato di Viareggio, segue passo passo la vicenda: «Sono in due - conferma - Un maggiorenne e un minorenne. Hanno ammesso i fatti». Nella serata la posizione dei due è ancora al vaglio degli investigatori e sui due ragazzi pende l’ipotesi di una denuncia per lesioni volontarie.
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Ma le testimonianze al “Tirreno” raccontano tutte la stessa storia: quella di una resa dei conti. Annunciata via cellulare con un più che chiaro “ti veniamo a prendere”. Perché Isidoro Della Volpe, a detta degli aggressori, doveva scontare una “colpa” gravissima: aver difeso una ragazza di Torre del Lago che il gruppetto di giovanissimi arrivati nella frazione dal quartiere Varignano stava molestando con frasi pesanti a sfondo sessuale. Il giovane barista si è messo in mezzo ed ha allontanato dal locale i coetanei. Che gliel’hanno giurata. E ieri si sono presentati al bar per pareggiare i conti. Della Volpe, però, li ha invitati a uscire e sul marciapiede ha cercato di farli ragionare. Ma non ha fatto in tempo a rientrare al suo posto di lavoro. Perché in testa gli è arrivata la bastonata. «Ero andato fuori per parlare», ha detto il ferito al suo datore di lavoro quando lo ha sentito al telefono. «Quello che è accaduto è fuori da ogni logica», sono le parole di Luigi Troiso, che il bar ha rilevato e che siede sui banchi del consiglio comunale per le seconda volta in due anni. «L’aggressione era premeditata - raccontano i testimoni -. Il gruppetto è stato sentito mentre diceva “andiamo a sistemarli...”».
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Le ferite del giovanissimo barista, probabilmente - mercoledì 18 in serata si attendeva la conclusione di tutti gli esami per il referto - non saranno tali da consentire alla polizia di procedere d’ufficio. Dovrà essere la vittima - come spiega Marco Monteleone - a presentare querela. E fa paura dopo quanto si è subito. Ma nella disgrazia, la buona notizia è che i giovani presenti nel bar al momento dell’aggressione hanno testimoniato e hanno dimostrato di avere coraggio. Il coraggio della città intera di stringersi intorno al ragazzo aggredito. Che su questo può contare. Così come sul fatto che il nuovo caso arriverà alla Procura di Lucca (il pm del caso Iacconi è Sara Polino) e a quella dei minori, a Firenze (il pm per l’omicidio era Benedetta Parducci).
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