Sicurezza
L’Austria cambia versione: è giallo internazionale
Le ferrovie Obb sei anni dopo fanno marcia indietro sulla corrispondenza tra sigle identificative dell’assile e disegni in possesso della Jungenthal
VIAREGGIO. Diventa ancor più un caso internazionale il processo per il disastro ferroviario di Viareggio. E si rafforza il “giallo” della corrispondenza tra punzonatura 75.2 sulla sala montata (asse più ruote) che ha ceduto provocando il deragliamento del treno carico di Gpl il 29 giugno 2009, sui binari a ridosso di via Ponchielli, ed il disegno della sala montata stessa. La vicenda porta dritta in Austria e si sviluppa nel corso delle indagini della Procura di Lucca e della Polfer. Con il colpo di scena di ieri, nell’aula del Polo fieristico di Lucca, dove testimoniava per la difesa degli imputati, Ewald Gratz, diretto di officina per le ferrovie austriache (Obb). Le quali - sei anni dopo la strage - hanno inviato all’Agenzia per la sicurezza ferroviaria (Ansf, oggi diretta da Amedeo Gargiulo) una comunicazione nella quale si specifica che non è l’elemento essenziale di cui tenere di conto la corrispondenza tra marcatura (gruppo di scambio) ed i disegni. «La marcatura 75.2 - scrivono le ferrovie austriache - su una sala montata di un carro privato immatricolato dalla Obb fino al 2006 non significa che tale sala corrisponda a specifici disegni di Obb per la produzione di un assile da venti tonnellate. Bensì indica esclusivamente che tale sala soddisfa le disposizione della fiche Uic 501-1 per il tipo di assile “A” e quindi tale sala può essere sostituita con altre sale che soddisfino gli stessi requisiti». Disegni o non disegni, insomma.
La questione non è di poco conto. Perché ben diversamente si espresse, a fine agosto 2009 l’Ufficio tecnico del ministero dei trasporti austriaco che è anche Nsa (Agenzia nazionale per la sicurezza) lungo i binari di quel Paese. «LA sala che ha causato il sinistro, stando ai disegni - si legge nella relazione inviata all’italiana Ansf - non corrisponde alla struttura che al Technische Service GmbH dell’Ente Ferrovie austriache contraddistingue con la dicitura “gruppo di ricambio sala 75.2”». Ed ancora: «Non è lecito contrassegnare una sala con la sigla 75.2 se essa non è conforme per ogni sua parte ai disegni delle Ferrovie Federali Austriache!».
Il 22 luglio negli uffici della sede di Ansf a Firenze si era tenuta una riunione tra i funzionari dell’Agenzia italiana, allora diretta da Alberto Chiovelli, ed esponenti della Ferrovie austriache. Uno di loro è lo stesso che oggi firma la lettera che tutto dovrebbe cambiare. Da quell’incontro ne derivò che: «il codice dell’albero non corrisponde ai disegni»; per la targhetta revisione cuscinetto «la placchetta non è conforme alle disposizioni delle Ferrovie Federali Austriache»; l’anello dati della sala «non è presente». Tanto che il ministero dei trasporti austriaco conclude: «non è stato possibile rintracciare, già nelle componenti strutturali, elementi di conformità tra la sala del presunto “gruppo di ricambio 75.2” ed i disegni prodotti». E, dunque, «la predetta sala reca erroneamente tale codice identificativo. Ciò è stato riconosciuto anche dai tecnici Ansf».
Ma quelle che il ministero austriaco definisce «irregolarità» non finiscono qui. «L’albero - si legge ancora - è stato fabbricato nel 1974», ma «il disegno delle Ferrovie Federali Austriache numero 038-01Z2/00020006-02.12 esiste soltanto dal 1998. Pertanto non è possibile nemmeno ottemperare alle condizioni tecniche di consegna, specifiche di tale disegno». Il giudizio del ministero austriaco, organi di controllo sulla sicurezza ferrovia, è lapidario: «La ditta Jungenthal lavora con disegni dell’ente Ferrovie Federali Austriache senza comprenderli».
L’Austria si esprime a favore di misure di controlli che facciano “pulizia” di carri merce che possano trovarsi nelle stesse condizioni non lecite. Ansf ed il suo direttore affrontano di petto la questione disponendo «una campagna straodinaria di controlli non distruttivi su tutti gli assili delle sale montate» in condizioni simili a quelle di Viareggio. Il 7 luglio 2009 è Rail cargo Austria a scrivere ad Ansf: i carri coinvolti nell’incidente di Viareggio non montavano sale montate del gruppo Obb 75.2.
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