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Versilia

VIVOLI sulla BOLKESTEIN

«Da Salvini a Di Maio Ho incontrato tutti»

VIAREGGIO. «Abbiamo incontrato tutti. Senza alcuna preclusione: da Matteo Salvini della Lega all’onorevole Schifani. Abbiamo incontrato anche Di Maio del Movimento 5 Stelle ed il capogruppo in...

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VIAREGGIO. «Abbiamo incontrato tutti. Senza alcuna preclusione: da Matteo Salvini della Lega all’onorevole Schifani. Abbiamo incontrato anche Di Maio del Movimento 5 Stelle ed il capogruppo in Parlamento del Pd. A tutti abbiamo chiesto di salvare le imprese balneari italiane. Che non possono andare all’asta e ricevere magari dei risarcimenti ridicoli dopo che in un bagno hanno investito milioni di euro».

Massimo Vivoli ha la mano calda sul fronte della Bolkestein (coi balneari appesi alla sentenza della corte europea che uscirà dall’udienza del prossimo 3 dicembre).

E’ una partita importante, anche per l’immagine della sua associazione di categoria Per troppi anni i balneari italiani sono stati «ostaggi» di Confcommercio, poi il mercato – diciamo così – si è aperto. E anche Confesercenti ha giocato un suo ruolo, con personaggi come Roberto Bertolucci e Vicenzo Lardinelli, presente in sala ieri pomeriggio.

«Ricordiamo che la prima mossa per salvare i bagni – spiega Vivoli ai margini del convegno all’Esplanade di ieri pomeriggio – è spostare la linea di demarcazione del demanio. Del resto è quello che ha fatto il sindaco di Viareggio Marcucci quando ha deciso di vendere le aree non commerciali della nostra Passeggiata».

Parlando di Viareggio, Vivoli ha fatto anche una sorta di lamento in diretta alle 200 persone presenti al convegno organizzato da Unicredit.

«Io credo che Viareggio ha grandi problemi. Ce ne accorgiamo tutti. Il primo appello che faccio è che tutti si rimbocchino le maniche per far ripartire l’economia turistica. Che, tempo permettendo, potrebbe veramente durare 365 giorni. Poi resto attonito quando vedo gli alberghi chiusi. Come l’Excelsior. E chiuso da 10 anni, cade a pezzi. Letteralmente. Lo vedo imbracato per evitare altre cadute. Ma come si fa. Altro che le imbracature e immaginiamo un progetto con la proprietà per uscire da questa situazione. Questo per l’Excelsior come per gli altri hotel viareggini chiusi».

Vivoli accenna anche ad una soluzione per l’arredo pubblico. «Che è scadente, senza manutenzione. Ho parlato con l’assessore Alberici: gli ho consigliato di mettersi in contatto con la Fondazione Unicredit. Potrebbe venire fuori qualcosa di interessante per la città».

Vivoli guarda al passato e non dimentica si essere stato a lungo amministratore. E di essere stato un commerciante di lusso.

«Nel mio partito, il Pci, mi dicevano che vendendo una cravatta avevo fatto la giornata. Intanto guardo il bagno Principe di Piemonte e mi ricordo quando lo gestiva il privato (Alfredo Montaresi, ndr): tutto funzionava liscio. C’era il cinema, la discoteca, la sala delle feste. Oggi, dopo anni di gestione pubblica, è chiuso...».

Vivoli parla di Principe e di Excelsior: vedere in quelle condzioni una delle più belle piazze sul mare d’Italia , colpisce tutti. Soprattutto se si sta un po’ lontani da Viareggio.

Vivoli poi riparte, non senza avere salutato Aldo Belli, vecchio amico e compagno di partito.

(c.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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