Il Tirreno

Versilia

Appello per Fabrizio: "Tornate a cercarlo"

Matteo Tuccini
Fabrizio Simonetti
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Fabrizio Simonetti

La moglie del pescatore disperso: voglio un corpo su cui piangere. L'avvocato Miracolo invia una lettera a Renzi

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VIAREGGIO. «Vi prego non vi fermate. Tornate a cercare Fabrizio. Voglio un corpo su cui poter piangere». Anna Santini non molla. La sua fibra è forte, come quella della figlia Veronica. Suo marito Fabrizio Simonetti, 52 anni, è disperso dal 28 ottobre dopo il naufragio della motopesca Giumar, ritrovata affondata al largo del porto di Viareggio.

Fabrizio era uscito in mare per una battuta di pesca assieme al cugino Nello Simonetti, 48 anni, il cui corpo è stato ritrovato al largo di Portofino. A Nello è stato detto addio, di Fabrizio non si sa più nulla. Nonostante gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti nelle ricerche, dalla Capitaneria di porto ai vigili del fuoco, fino ai colleghi pescatori. Da allora è passato quasi un mese.

«È dura dormire la notte, è dura svegliarsi ogni giorno con il primo pensiero su cosa ci sta accadendo - spiega Anna - A volte pensiamo di non farcela. Ma bisogna andare avanti. E sia io che mia figlia chiediamo alla Capitaneria di porto e a tutti gli organi coinvolti di ricominciare a cercare. Sappiamo che è dura, e che loro stanno facendo il possibile. Ma oltre che con il dolore e l’angoscia, noi dobbiamo fare i conti con le difficoltà che questa situazione comporta alla nostra famiglia. Ecco il senso di questo nostro appello».

Moglie e figlia di Fabrizio Simonetti si sono rivolte all’avvocato Fabrizio Miracolo per tutelarsi. E Miracolo, dopo aver esaminato la questione, ha deciso di corroborare la richiesta della famiglia con una lettera ufficiale inviata al Governo. Presidente del consiglio Matteo Renzi in testa. A Renzi e ai ministri Graziano Delrio (infrastrutture e trasporti), Andrea Orlando (giustizia) e Maurizio Martina (politiche agricole e forestali) Miracolo ha ripercorso la vicenda, con una richiesta chiara.

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«Come forse saprete dagli organi di stampa - si legge nella lettera inviata al Governo - le ricerche dei due dispersi operate dalle autorità competenti nei giorni immediatamente successivi all’evento hanno consentito soltanto di ritrovare il corpo senza vita di Nello Simonetti, precisamente in data 5 novembre al largo di Portofino, grazie a una motovedetta della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure. Il relitto del motopesca è stato già recuperato sotto la direzione della Capitaneria di Porto di Viareggio in data 7 novembre, e una volta posto a disposizione della Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Lucca per i rilievi e gli accertamenti del caso, è stato infine riconsegnato all’armatore il 10. Nel frattempo, le ricerche del signor Fabrizio Simonetti sono state interrotte, senza che della sua sorte si sia saputo alcunché».

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«Le mie assistite - continua Miracolo - si trovano dunque in questo momento in gravissima difficoltà, considerando in primo luogo il disagio e la sofferenza nel non avere più notizie del congiunto, e dovendo nel frattempo prendere atto, con rabbia mista a rassegnazione, della decisione delle autorità di non procedere oltre con le indagini sulla sua sorte. Rammento altresì che, a norma del codice civile, la dichiarazione di assenza e la successiva dichiarazione di morte presunta prevedono tempistiche tali (dieci anni, ndr) da non consentire nell’immediato alle mie assistite di provvedere degnamente al proprio sostentamento, che era garantito esclusivamente dall’attività di pescatore del signor Simonetti».

«Per tutto quanto sopra esposto - conclude il legale - le signore Anna Santini e Veronica Simonetti, mio tramite, vi chiedono di adottare tutti i provvedimenti e le iniziative idonee affinché le autorità incaricate riprendano senza indugio le ricerche del corpo di Fabrizio Simonetti. Consentendo alle mie assistite, quanto meno, di dare una degna sepoltura al proprio congiunto».

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