Il Tirreno

Versilia

Salvare le palme è ancora possibile

di Cristina Bulgheri
Salvare le palme è ancora possibile

Un gruppo di volontari è già al lavoro: «E costa anche poco»

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VIAREGGIO. Attaccate dall’implacabile punteruolo rosso - un coleottero, originario dell'Asia, loro micidiale parassita - le palme viareggine, purtroppo ormai da tempo, stanno chinando la testa una dopo l’altra, lasciando dei vuoti nella foto d’insieme di alcuni scorci della città. Quello che è stato in passato ed è tutt’oggi il simbolo della “promenade” cittadina sembra essere destinato all'estinzione, con il rischio di consegnare alle prossime generazioni uno skyline del lungomare, e di altre zone di Viareggio, ben diverso da quello dei nostri antenati.

Ma prima di arrivare all'inesorabile tragico epilogo, qualcosa è ancora possibile fare. A lanciare una speranza, ma soprattutto un esempio, sono due normali cittadini - il geometra Luca Bertozzi e l’amministratore Francesco Pardini - che tra lo stare a guardare inermi e al limite lamentarsi con nostalgia, hanno preferito rimboccarsi le maniche e prendersi a cuore ciascuno il destino di una palma. È scattata così, poco più di un anno fa - nell’ottobre scorso - per la durata di un biennio, l’adozione ciascuno di una delle piante della Passeggiata per garantire loro una profilassi preventiva, che eviti il contagio dell'insaziabile punteruolo rosso che ha dilagato in parchi e giardini anche per errori nelle procedure di abbattimento. Della serie “prevenire è meglio che curare”. Anche perché per curare a volte è veramente troppo tardi, quando le foglie cominciano a seccare resta ben poco da fare e la pianta è destinata all'abbattimento.

«Per tagliare una palma il costo calcolato è di 800 euro, per curarla ne occorrono 150 l’anno. Ecco perché - spiega il geometra Bertozzi - io e il mio amico Francesco Pardini, amareggiati, come penso lo siano molti, se non tutti i viareggini, per lo stato in cui versano le palme, non solo del lungomare ma di varie zone della città, ci siamo chiesti se potevamo fare qualcosa; così abbiamo contattato un agronomo di nostra conoscenza (Marina Gandolfo di Lucca) e appurato che per fare profilassi ad una palma occorreva una spesa di circa 150 euro l'anno. Abbiamo allora convenuto che con una cifra ragionevole avremmo preservato la salute di una pianta, tenendo lontani i parassiti».

Il trattamento, a base di prodotti esclusivamente biologici, prevede un'iniezione iniziale all'interno del fusto e successivamente due o tre interventi l'anno dall'esterno con microrganismi che vengono spruzzati sulle foglie. Grazie a questo la palma davanti al Royal (adottata da Bertozzi) e quella davanti al bagno Sole (adottata da Pardini) oggi godono di ottima salute e, inevitabilmente, mettono ancora più in evidenza il degrado di alcune piante adiacenti: «Quando nell'ottobre del 2014 - precisa Luca Bertozzi - io e Francesco abbiamo sottoscritto la convenzione del Comune, anche un po' inventandocela ex novo - non avevamo garanzie del buon esito del nostro impegno, ma gli studi e i consigli dell'agronomo e gli interventi della ditta specializzata che si occupa delle cure, hanno invece dato i loro frutti».

L’invito quindi è a seguire le loro orme: «Nei cartelli che il Comune ha messo ai piedi delle palme adottate c'è il nostro nome in evidenza, ma - tiene a precisare Bertozzi - ciò che a noi interessa è soprattutto attivare una sorta di effetto eco, di passaparola per sensibilizzare altri cittadini - magari anche riuniti in gruppi, magari un'associazione o un pool di commercianti - affinché si prendano in carico la cura di una o più piante».

Come fare? Basta andare al verde pubblico, che dovrebbe attrezzarsi per ricevere ed evadere le richieste, compilare e sottoscrivere la domanda di adozione di una palma sulla falsariga di quelle presentate da Bertozzi e Pardini. E se il passaparola funziona, questa forma di tutela da parte dei privati di un bene pubblico, salverà il profilo della Passeggiata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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