La manifestazione
NIERI E PAOLINI
VIAREGGIO - È bello essere fantasiosi, forse dalle nostre parti lo siamo troppo. Anche in cucina. A Livorno, da 100 anni, esiste una ricetta il cui titolo può lasciare perplessi: è l’inno di...
VIAREGGIO - È bello essere fantasiosi, forse dalle nostre parti lo siamo troppo. Anche in cucina.
A Livorno, da 100 anni, esiste una ricetta il cui titolo può lasciare perplessi: è l’inno di Garibaldi. Che non è «si scopron le tombe/ si levano i morti» ma una classicissima francesina, ovvero il piatto toscano del lesso rifatto con le cipolle.
Ma a Viareggio siamo andati oltre: c’è un ristorante che propone un risotto alla Nieri e Paolini. Insomma i martiri viareggini uccisi dai Fascisti nella piazza che oggi porta il loro nome, sono diventati un risotto.
Non male per chi si è sacrificato per la libertà di noi tutti.
Ma tant’è. Lo sappiamo tutti che il viareggino – e non solo in cucina – è fantasioso e anche scevro da qualsiasi remora o complesso.
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