Il Tirreno

Versilia

Il Monopoli dei locali Novità in mezza città

di Corrado Benzio
Il Monopoli dei locali Novità in mezza città

Bongi lascia la Casina e prende il notissimo “Massimo” a Città Giardino Giunta apre bisteccheria sotto l’Oca Bianca, trattative per “Francesco”

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VIAREGGIO. Una domenica a pranzo da tutto esaurito dà l’idea delle grandi potenzialità che ha la ristorazione a Viareggio. Come ricorda una signora, domenica scorsa ha peregrinato per la Darsena, dove era tutto pieno (da Nitens al Porca Miseria) per approdare alla fine da Giorgio in pieno centro. «Dove però ho pranzato solo al secondo turno»: tanto per capire come ha funzionato la domenica.

Forse per questo il Monopoli dei ristoranti a Viareggio non conosce sosta. L’ultima notizia è il passaggio di mano di Massimo, celebre e frequentato locale sul viale Buonarroti a Città Giardino.

Il vecchio Petrolle è passato di mano da Beppe Barsotti ad Angelo Bongi. Personaggio molto conosciuto. Ad agosto aveva lasciato ai soci la Casina del Marco Polo per puntare su questa nuova avventura. Massimo è locale storico di pesce, sempre bene e tanto frequentato. Per un certo momento a guidare la baracca c’è stato anche Marco di «Calimero», oggi felicemente emigrato a Firenze al Fuor d’Acqua.

«Si riparte a dicembre – spiega Bongi – perchè dobbiamo fare alcuni lavori. Continueremo la cucina di Barsotti. Dalla Casina ho portato con me uno degli chef. Perchè ho lasciato la Casina? Mi piace cambiare, soprattutto amo le sfide».

Massimo che cambia gestione ha da contraltare l’Oca in Darsena che è invece è chiusa da settimane. Le ultime notizie danno per saltato il passaggio del locale di via Coppino ad una nuova gestione. Resta da capire se la società che ha gestito finora il prestigioso locale ha voglia di continuare.

Sotto L’Oca c’è il bar Santa Monica. Il patron Michele Giunta si prepara ad allargarsi. «Prendo il fondo dove era la Kambusa e ci farò una bisteccheria».

In Darsena c’è un altro locale al centro di una trattativa. Si tratta del Francesco sul viale dei Tigli. E’ chiuso ormai da tempo, lo vorrebbe un pizzaiolo che si è creato una discreta fama in città.

La Darsena è ricca di locali – grandi e piccoli, low cost o di qualità – che lavorano. C’è movimento e forse una ripresa della nautica che aiuta e non poco. Per questo è confermata la riapertura del Porto, un locale che ha fatto la storia della Darsena. L’imprenditore è un pratese che ha un locale anche alle Cinque Terre e vuole «provare il brivido» della Versilia.

Chi soffre è il Vialone, ma lì c’è anche un problema di immagine, ormai scarsa: da Firenze a Lucca il pesce (fresco?) lo si va a mangiare in Darsena, viale Europa è già altra cosa. In Darsena trionfano ancora una volta Miro e Cicero, «gemelli» di via Coppino. Miro va alla grande con Alessandro Luchinelli nuovo chef con lunga esperienza sulle barche, mentre da Cicero si è visto – giusto lunedì sera – scegliere, sollevare, pesare e cucocere una aragosta da un chilo e trecento grammi. Tutta nostrana, come i ricci di mare per condire gli spaghetti. In conto a 130 euro (naturalmente per le due porzioni).Cicero conferma un certo sentimento positivo in fatto di clientela: «Si sta lavorando bene in questo periodo. Ora abbiamo bisogno che la nautica riparta e saremmo quasi a posto»

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