Il Tirreno

Versilia

Delitto di Forte, Dana si discolpa

di Matteo Tuccini

«Conoscevo Luana Mariani e sapevo che camminava male. Ma non sono stata io la mente del colpo»

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FORTE. «È vero, conoscevo la signora Mariani. E sapevo che camminava male. Ma non sono stata io la mente del colpo».

Dana Raducan, la romena di 24 anni a processo per l’omicidio di via Viner, sa che per l’accusa è stata lei l’ideatrice del furto ai danni di Luana. Furto organizzato per il pomeriggio del 4 aprile 2014, trasformatosi poi in rapina e alla fine in omicidio. Perché Luana Mariani, 77 anni, che aveva visto i banditi entrare in giardino, è morta soffocata da un foulard che le era stato messo in bocca: non volevano che gridasse mentre le svaligiavano la casa.

L’accusa a Dana si basa anche sulle dichiarazioni degli altri tre imputati, compreso il marito Marcel Raducan, 33 anni. Lui, il ventenne Madalin Paun e il minorenne coinvolto nel colpo dicono che è stata Dana - che frequentava la casa di Luana - a pensare che la casa della pensionata in via Viner potesse essere un obiettivo ghiotto. Ma lei, che è diventata da poco madre - tanto che la scorsa udienza era stata rinviata perché aveva appena partorito - non ci sta.

«Conoscevo la signora Luana - afferma Dana - ero anche andata a pranzo a casa sua assieme al pensionato per cui facevo le pulizie di casa. E sapevo che camminava male. Ma non sono stata io a ideare il furto. L’idea è stata degli altri, io non c’ero nemmeno quel giorno». È vero: gli accertamenti successivi degli inquirenti - che all’inizio pensavano che Dana avesse aiutato il marito Marcel a fare da palo - hanno confermato che la giovane non era presente al momento della rapina.

Ci sono, però, dei tabulati telefonici che parlano di colloqui al cellulare tra la donna e il marito durante il colpo. Da qui le contestazioni degli inquirenti: perché stava parlando al telefono proprio in quel momento? Di cosa stavano discutendo? Dana si difende sostenendo che voleva soltanto sapere dove si trovasse l’uomo in quel momento.

Prima che Dana rispondesse alle domande del pm Aldo Ingangi e dei giudici della Corte d’Assise, il suo avvocato difensore, Alessandro Fantappié, ha presentato un’eccezione a proposito della legittimità dell’estradizione della donna, arrestata in Romania due mesi dopo il delitto assieme agli altri tre. Eccezione che è stata respinta dalla Corte. Nella prossima udienza del 14 dicembre ci saranno le conclusioni, con le richieste del pubblico ministero e il verdetto della Corte.

L’omicidio di Luana Mariani fruttò 200 euro e alcuni gioielli. Madalin Paun - che per l’accusa aggredì la donna - e Marcel Raducan - il presunto palo - sono già stati condannati con rito abbreviato a 20 e a 17 anni, e sono tutt’ora in carcere. Il minorenne coinvolto è stato inserito in una comunità dal giudice del tribunale dei minori, con sospensione del processo. Oltre a loro, sono a giudizio il pensionato Claudio Questa e un’altra romena, Mioara Otet: entrambi sono accusati di favoreggiamento. A tutelare i familiari di Luana, che si sono costituiti parte civile, sono gli avvocati Claudia Buratti e Filippo Tacchi.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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