Sicurezza
Regolamento urbanistico: stop a nuove costruzioni
L’amministrazione Del Ghingaro: «Oggi non sono ipotizzabili grandi operazioni» Consumo di territorio zero e si punta tutto sulla riqualificazione dell’esistente
VIAREGGIO. La crisi del mattone in cifre: sette milioni di oneri di urbanizzazione nelle casse del Comune nel 2001, dodici nel 2006, due milioni nel 2014 con tendenza in calo nel 2015. Ecco perché il primo obiettivo che la Giunta Del Ghingaro di pone in materia di Regolamento urbanistico è «puntare sulla riqualificazione dell’esistente, perseguendo una politica di consumo “territorio zero” ed incentivando processi di sostenibilità e risparmio energetico». Così si legge nella delibera di Giunta che va in commissione ambiente venerdì pomeriggio ed in consiglio comunale martedì 24.
Dimensionamento. L’amministrazione (l’assessore competente è Alessandro Pesci) - pur in un testo che mette nero su bianco solo gli indirizzi sui quali chiede mandato al consiglio comunale - punta al cuore delle questioni. Affrontando subito il tema del dimensionamento - ovvero la definizione della quantità minima di aree e volumi necessari al corretto svolgimento delle principali attività urbane - si scrive: «Il dimensionamento previsto nel Piano strutturale è limitato. Ma oggi non è pensabile ipotizzare “grandi operazioni” anche a seguito della crisi economica che ha depresso l’iniziativa imprenditoriale nel settore urbanistico ed edilizio. Prova ne è l’andamento degli oneri di urbanizzazione».
Aree di raccordo. Sono la periferia della periferia quelle che l’amministrazione definisce “aree di raccordo” definite come «insieme di aree che evidenziano caratteristiche di forte marginalità con funzioni contraddittorie tipiche delle aree di limite e propriamente periferiche». A titolo di esempio la delibera elenca Bufalina, ex macelli, Bicchio, Comparini, Lisca e Cittadella, le aree di proprietà comunale ad est di via della Darsene e quelle limitrofe al Parco. «Per queste zone - continuano gli indirizzi della Giunta Del Ghingaro - occorre che si definisca una appropriata progettazione con l’individuazione di interventi riqualificanti che tenga conto delle loro specificità ambientali e territoriali».
Passeggiata. La zona di maggior pregio della città, vista mare, gode di uno specifico Piano attuativo. Adottato nel 2003 il Piano particolareggiato della Passeggiata (Pp5), quando la seconda Marcucci lascia l’allora assessore all’urbanistica Fabrizio Manfredi lascia in eredità ai successori Manfredi l’avvio della variante normativa e cartografica allo stesso Piano. È nell’ambito del Pp5 che la Giunta Lunardi approva a sua volta il prototipo delle nuove verande che devono sostituire quelle in plastica ormai “storiche” dell’ex salotto buono. Oggi, nella delibera di indirizzo, l’indicazione è così sintetizzata: «Si ravvisa l’opportunità del superamento del Piano attuativo, in direzione di una proposta di intervento organico che favorisca i processi di riqualificazione per un miglioramento dell’offerta turistica». Un’affermazione che si ricollega ad una delle considerazione sulle quali la delibera è articolata: «La crisi generale che riguarda l’intero Paese, di natura prima finanziaria e poi economica e sociale, richiede di disporre di previsioni di governo del territorio che possano far cogliere tutte le opportunità e garantire una appropriata interpretazione delle fasi di sviluppo, in particolar modo nei settori della cantieristica, del turismo e del commercio».
Aree degradate. Se la parola d’ordine è “recupero” edilizio, allora un’attenzione particolare hanno le «aree urbane degradate, di proprietà sia pubblica che privata». E viene in mente - una tra tutte - l’ex Salov da tempo in attesa di risposte. L’idea è quella di «promuoverne ed agevolarne la rigenerazione», utilizzando «i contributi che la Regione assegna, finalizzati alla redazione dell’atto di ricognizione e alla realizzazione di opere pubbliche funzionalmente connesse con gli interventi di rigenerazione urbana». Per la definizione delle situazioni di degrado «sarà necessario predisporre criteri oggetti di valutazione».
Piano strutturale di Area vasta. La Giunta si ripropone di «costituire un tavolo di confronto politico-istituzionale tra i Comuni della Versilia per una valutazione congiunta dei piani strutturali vigenti» e per «pervenire ad una eventuale proposta di redazione di piano strutturale unico di Area vasta ai sensi delle norme urbanistiche regionali».
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