Il Tirreno

Versilia

Regolamento urbanistico: inizia il conto alla rovescia

di Donatella Francesconi
Regolamento urbanistico: inizia il conto alla rovescia

Proposta di indirizzi della Giunta pronta ad andare in consiglio comunale Tra le misure quella di strumenti diversi per il centro città e per la periferia

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VIAREGGIO. Una proposta da portare al voto del consiglio comunale in materia di indirizzi sulla pianificazione urbanistica: la Giunta è pronta. L’atto andrà in commissione urbanistica (presidente Gloria Puccetti) a giorni e da lì in poi si aprirà anche per l’amministrazione Del Ghingaro il confronto che dovrebbe portare Viareggio ad avere un Regolamento urbanistico (oggi Piano operativo comunale ai sensi degli articoli 10 e 95 della legge regionale 65/2014). Dato che dal 1997 ad oggi si è andati avanti solo con la Viariante al Piano strutturale. Decisamente un po’ poco per una città che ha costruito fortune sul mattone, che ha vissuto ancor più la crisi essendo venuto meno proprio questo filone dell’economia locale, ma che non ha mi smesso di avere “fame” di edilizia.

Poco trapela, al momento, sugli indirizzi dei quali si apprende che esistono dalla delibera di Giunta numero 86 del 30 ottobre 2015. Ma una delle scelte dell’amministrazione in carica potrebbe essere quella di una sorta di “doppio binario” tra centro città e periferia. Con strumenti diversi e possibilità diversificate sul fare o non fare - per esempio - in materia di recupero del patrimonio immobiliare già esistente. Anche considerando che almeno un punto dei progetti urbanistici del passato sembra mettere tutti d’accordo: il superamento dell’ampiezza minima degli appartamenti, fissata a sessanta metri quadrati e che tutti, invece, vorrebbero a quarantacinque.

Nel programma elettorale del sindaco alla guida della città da metà giugno, tra i primi punti in materia di urbanistica si legge: «Alla luce della nuova legge regionale di Governo del territorio, il Comune dovrà adottare il Piano operativo contestualmente alla revisione dell'attuale Piano strutturale». Il primo “nodo” che Del Ghingaro da candidato si riprometteva di affrontare era quello di «coordinare e guidare le trasformazioni delle grandi aree dismesse di proprietà privata in un'ottica di beneficio pubblico e privato».

Le grandi aree dismesse e quelle che, ancora operanti, sono destinate a cambiare volto. Come la Fervet, sulla quale trovare un accordo con la proprietà - che dopo quattordici anni ha vinto un ricorso al Tar nel quale i giudici amministrativi si sono pronunciati anche in materia di pratica urbanistica in salsa viareggina e non con parole tenere - è dirimente per poter proseguire con il terzo lotto dell’asse di penetrazione. Il regolamento urbanistico che l’amministrazione Lunardini (centrodestra) riuscì a far adottare dal consiglio comunale (ma poi lo dovette ritirare) introduceva la perequazione proprio come strumento per sciogliere il nodo Fervet. O aree come la ex Salov, alle porte della città, esempio di archeologia industriale in eterna attesa di trasformazione (la proprietà vorrebbe appartamenti e centri commerciali di media taglia).

Dimensionamento, destino degli annessi agricoli, Cittadella sport (ai Comparini) sì o no (il testo semplificato del’amministrazione Betti aveva cancellato dalla trasformazione della città), quali regole per il recupero del patrimonio esistente, parcheggi sotterranei o no nelle piazze del Lungomare. La recente vicenda delle integrazioni al contratto Mover racconta di un “congelamento” del parcheggio a silos all’ex Gasometro per definire - in due anni - la soluzione parcheggi sotterranei in piazza D’Azeglio. Li realizzerebbe Mover ed il porto a Ponente, desiderio della cordata che si appresta a correre per la Viareggio Porto e che vede il socio privato di Mover impegnato in prima persona, non potrebbe che giovarsene.

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