La protesta
Misericordia di Camaiore al fallimento: «Debiti insostenibili»
Il commissario Ramacciotti in assemblea a cittadini e istituzioni: decisione sofferta ma senza alternative visti i conti, ripartiremo da zero con una nuova associazione
CAMAIORE. Un taglio netto con il passato: sarà rifondazione completa quella che interesserà la Misericordia di Camaiore. Pare essere questa infatti la soluzione definitiva a cui i vertici della Confraternita, l’amministrazione comunale e la Confederazione delle Misericordie Toscane sono venuti a capo durante l’assemblea pubblica tenutasi venerdì 13 presso il Teatro dell’ Olivo, in cui si è discusso del destino dell’associazione di pubblica assistenza cittadina, vessata da debiti e lotte interne che ne hanno segnato una lenta ed inesorabile discesa nel baratro.
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Si attende la ratifica da parte dell’assemblea dei soci, ma si tratta di pura formalità: dopo una storia secolare la Misericordia di Camaiore chiuderà un ciclo e tenterà di riaprirne un altro, cercando di recuperare la credibilità perduta anche grazie al determinante apporto della Confederazione Regionale che ne condurrà la rinascita. L’idea della chiusura dell’ormai vecchio corso, benché dura da accettare, è stata unanimemente accolta dalle istituzioni e dagli enti presenti all’assemblea. Scarsa invece è stata la risposta della cittadinanza, segno evidente della disaffezione creatasi con l’ente di pubblica assistenza dopo le controverse vicende che lo hanno colpito, legate all’amministrazione quasi ventennale dell’ex governatore Pierluca Matteucci.
Il piano per ridare lustro alla Confraternita camaiorese, a meno di ribaltoni dell’ultimo momento, dovrebbe essere il seguente: liquidazione e smantellamento completo dell’attuale associazione (con conseguente riduzione del personale dipendente), creazione di una nuova Misericordia a cura della Confederazione Nazionale delle Misericordie che nel giro di non meno di 3-4 anni si impegnerà a “ripulire” le macerie, creare una nuova classe dirigente e recuperarne l'identità. Da notare che, nonostante il passaggio di consegne, gli attuali servizi in favore della cittadinanza verrano comunque garantiti in maniera continuativa, senza interruzioni.
A dare l’annuncio ai presenti, non senza emozione e rammarico, è stato lo stesso commissario Alberto Ramacciotti: «Al momento del mio insediamento avvenuto all’inizio dell’anno – considera amaramente – sapevo che avrei trovato una situazione complessa, ma mai avrei pensato a tanto. Crepe all’interno del personale e debiti per centinaia di migliaia di euro con banche, istituzioni e privati sono diventati ostacoli invalicabili. Abbiamo provato a superare tutte le difficoltà con il massimo impegno, ma ad oggi ci risultano troppo gravose». È soprattutto l’appoggio esterno, secondo Ramacciotti, ad essere mancato: «Avremmo avuto bisogno di più appoggio – fa notare - da parte delle istituzioni, della parrocchia e della cittadinanza, ma a parte rarissimi casi nessuno ci ha aiutato. Portare avanti una realtà del genere in queste condizioni, con 8mila euro in cassa, non è costruttivo per nessuno. Per questo motivo che mi sento in dovere di proporre la liquidazione dell’attuale Misericordia e la creazione di un soggetto nuovo a cui servirà l’aiuto di tutti».
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