Il Tirreno

Versilia

La voce delle vittime della strada

di Donatella Francesconi
La voce delle vittime della strada

Il ricordo dei giovani che non ci sono più ieri al tabernacolo di Bicchio nella giornata internazionale

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VIAREGGIO. Una pena. Ma anche un esempio di forza e coraggio. Pomeriggio di preghiera al tabernacolo della Madonna dei ragazzi della strada, a Bicchio, nella giornata internazionale in ricordo di chi ha lasciato la vita ucciso in un incidente stradale. All’interno del tabernacolo è conservato il Quaderno della memoria, con le foto, le frasi, i ricordi dei tanti ragazzi e ragazze di Viareggio che non ci sono più. Un sorriso dietro l’altro, sfogliando le pagine dove genitori e amici hanno lasciato il ricordo di queste vite appena sbocciate. Al rosario organizzato dalla Parrocchia di Santa Rita hanno partecipato genitori e familiari di alcuni dei giovani che recentemente sono stati protagonisti di incidenti tremendi. In ciascuno di loro la storia, terribile quanto la tragedia che li ha colpiti, del rapporto con la giustizia. Quella giustizia che Maria Luisa Secchi torna ad affrontare il prossimo tre dicembre, quando si terrà la prima udienza di appello per il processo a chi ha strappato la vita di Valentina Prisco che il 26 settembre avrebbe compiuto trent’anni.

Ma anche la giustizia che ancora attendono i genitore di Manuele Iacconi, che non hanno mancato l’appuntamento. Una morte sulla strada, spinto a terra e ucciso a colpi di casco dopo due parole scambiate con le persone sbagliate mentre era in auto. «Che si aspetta ancora?», sono le parole ferme e vere del padre di Manuele, alle quali non è possibile non associarsi.

Non è voluta mancare neppure la madre di Elisa Pezzini, una delle ultime vittime in Versilia, ginnasta e studentessa universitaria, morta a soli vent’anni in un incidente in motorino. La sua famiglia ha dato vita all’associazione “Il sorriso di Elisa Onlus” che ha anche una propria pagina Facebook ed ha prodotto il libro “Elisa degli altri: il racconto degli amici”. L’associazione di propone di sensibilizzare i giovani al rispetto delle loro vite, affinché si evitino comportamenti a rischio. Un’altra famiglia impegnata, sul territorio viareggini, affinché - lo si legge nel libro dedicato ad Elisa - il lutto si trasformi «in voce delle vittime, i soggetti troppo spesso dimenticati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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