Gioco
Caso Misericordia, le reazioni: sindaco e parrocchia accanto ai lavoratori
Il caso del fallimento dell'associazione dispiace e fa discutere Camaiore, ma anche le istituzioni locali non vedono alternative
CAMAIORE. Chiudere l’attuale corso della Misericordia di Camaiore, cancellando un passato ingombrante e tutt’ora problematico: un’ipotesi, tra le diverse proposte avanzate dal commissario Alberto Ramacciotti, che tutti hanno accolto con favore, nonostante il dispiacere per quella che risulta essere una sconfitta di tutti, non solo di chi ha guidato una delle confraternite più antiche della Toscana verso le sabbie mobili fatte di debiti e veleni.
È il sindaco Alessandro Del Dotto in primis ad accogliere con favore una ripartenza guidata: «L’obiettivo primario è che vengano mantenuti i servizi – dice - Non dobbiamo dirottare la discussione sulla ricerca di colpevoli: chi ha sbagliato pagherà le proprie conseguenze. Come amministrazione comunale agiremo da garanti in questo delicato percorso. Ci metteremo anche a disposizione di tutti i dipendenti che subiranno gli effetti della chiusura, cercando di fornire loro adeguate soluzioni».
Gli fa eco monsignor Damiano Pacini, che promette un maggior impegno da parte della stessa parrocchia: «Sinceramente avremmo potuto fare tutti di più – ammette - Ce la metteremo tutta come parrocchia per ridare alla Misericordia di Camaiore la propria meritata dimensione etica ed economica».
Ancor più diretto è stato il Presidente della Confederazione Regionale delle Misericordie della Toscana Alberto Corsinovi, che ha annunciato il pieno appoggio in vista del nuovo ciclo: «È una conclusione amara – dice – ma necessaria. È l’unica maniera per far sì che Camaiore possa garantire ancora i servizi di cui i cittadini hanno bisogno. Noi faremo il massimo per fare in modo che tutto torni a funzionare al meglio, come abbiamo già fatto in altre situazioni analoghe. La nuova Misericordia dovrà tornare a cavalcare gli ideali su cui è stata fondata, eliminando le anomalie e marcando una netta discontinuità con il proprio passato».
Durante la serata ha preso la parola anche l’ex primo cittadino camaiorese Giampaolo Bertola, che ha voluto fare chiarezza su alcune accuse mossegli in merito alla sua gestione della vicenda: «Non serve fare della demagogia – dice - più volte ci ho messo faccia e soldi affinché la Misericordia potesse continuare a fornire il proprio servizio. Per rendere credibilità alla Confraternita e fermare quest’agonia la soluzione migliore è chiudere tutto e ripartire». Immediata e dura la replica di Del Dotto: «Inutile che si faccia dello sciacallaggio elettorale – accusa l’attuale sindaco - Bertola non ci ha messo la propria faccia, bensì la pelle e i soldi dei cittadini camaioresi, firmando atti e promettendo cose che per legge non avrebbe potuto mantenere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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