Il Tirreno

Versilia

Gli studenti in piazza «Basta chiacchiere» Tensioni al corteo

di Luca Basile
Gli studenti in piazza «Basta chiacchiere» Tensioni al corteo

Confronto duro tra manifestanti e assessori comunali che tornano a parlare di un trasloco in blocco della scuola

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PIETRASANTA. Cori, striscioni, cartelli per una richiesta di fondo. Una sola. «Dateci una scuola sicura e funzionale». La protesta a firma di una cinquantina di ragazzi del liceo artistico Stagi, andata in scena nella mattinata di ieri davanti al municipio se da un lato è servita a ribadire, ancora una volta, la precarietà strutturale di un plesso sfiorito fra infiltrazioni dal soffitto, laboratori chiusi e spazi inaccessibili dall’altro ha evidenziato, ancora volta, la conflittualità di competenze fra Provincia e Comune. Conflittualità che da 20 anni, e forse più, a questa parte – complice la mancanza di denaro e l’ondivaga volontà politica – ha reso le Stagi un edificio alle prese con enormi problemi.

Incontro, quello di ieri mattina fra gli stessi studenti – supportati da alcuni genitori ed insegnanti – e ancora il vice-sindaco Daniele Mazzoni e l’assessore Simone Tartarini viatico ad un successivo confronto. Le parti, infatti, torneranno a vedersi fra una decina di giorni, dopo che sempre Comune e Provincia avranno effettuato un sopralluogo tecnico - l’ennesimo di una serie infinita - all’interno delle Stagi.

Incontro in piazza. Gli studenti, dopo avere invitato con cori e slogan gli assessori a farsi vedere, sempre ieri mattina, non sono però stati fatti salire in municipio, come era già accaduto in passato. «Potevamo ospitare solo una delegazione a palazzo comunale e non tutto il corteo. Perché? Per motivi di sicurezza, come ci hanno riferito le Forze dell’ordine presenti» fa sapere il capo di gabinetto del sindaco Adamo Bernardi in scia ad una decisione che però ha suscitato non poche perplessità. Con annessi momenti di tensione e scambi di battute al curaro, in particolare fra i due assessori e genitori ed insegnanti.

Studenti. «Abbiamo 15 aule chiuse, ci sono infiltrazioni dal soffitto, alcuni spazi sono inaccessibili, i nostri professori sono talvolta costretti a comprare anche il materiale didattico - hanno detto gli studenti - basta chiacchiere, tutti gli anni è sempre la solita storia, chiunque sia ad amministrare. Oggi siete voi a guidare la città: dateci risposte. Vogliamo una scuola sicura dove si possa studiare in condizioni adeguate. Soprattutto dovete dirci se le Stagi le volete chiudere per riconvertirle dal punto di vista urbanistico o se volete investirci denaro per valorizzarle. Dovete essere chiari con noi, perchè è del nostro futuro e di quello di tanti altri ragazzi che verranno dopo di noi che state parlando».

Il Comune. Mazzoni e Tartarini hanno ripetuto quanto detto, negli anni scorsi, da Lombardi&co. «Le Stagi sono di competenza provinciale nella loro quasi totalità. Noi non possiamo investirci 1 euro. Detto questo non ci tiriamo indietro e solleciteremo l’ente a muoversi. La prossima settimana il referente provinciale dell’edilizia scolastica sarà a Pietrasanta ed eseguiremo un sopralluogo. Il futuro? Come voi – hanno ripetuto i due assessori rivolgendosi agli studenti – vogliamo una scuola sicura e che funzioni. E questo discorso vale per tutti i 21 plessi del territorio , perché non solo le Stagi hanno problemi. Se poi la Provincia optasse per una ristrutturazione valuteremo la fattibilità finanziarla oppure se pensare ad un project con un liceo artisticotrasferito in altra sede ed una riconversione urbanistica dell’edificio». In sostanza non solo il presente, ma anche il futuro delle Stagi è a forte rischio. Come del resto temevano gli stessi studenti.

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