Attenzione
E 6 decenni fa toccò a “Pancola”
Nel 1956 Renato Salvatori interpretò “Poveri ma belli” di Risi
VIAREGGIO. Guardando agli appuntamenti del 2016, di carne al fuoco in Versilia ce ne sarebbe parecchia.
Pensiamo alla storia di Renato Salvatori. Nasce nel 1933 e già nel 1952 girà le «Ragazze di piazza di Spagna», di Luciano Emmer.
E’ bello e bravo il bagnino di Forte dei Marmi. Ma la popolarità gli arriva solo nel 1956 quando interpreta «Poveri ma belli». Il regista è Dino Risi, con Salvatori c’è Maurizio Arena. Il film ha un successo clamoroso, anche per la presenza di Marisa Allasio, diventa il caposaldo di un nuovo filone: il neorealismo rosa.
La data dell’uscita dice che sono passati giusto 60 anni da questo film che fin dal titolo entrerà nella storia del costume italiano. Di un’Italia che uscita distrutta dalla guerra, si trova – siamo nella seconda metà del Novecento - in pieno boom economico.
Ce n’è d’avanzo perchè la prossima estate, magari alla Capannina tanto amata da Salvatori (grande giocatore di carte), si possa ricordare giustamente Renato Salvatori. Protagonista o comprimario di altri capolavori. Comici come I solti Ignoti e tragici come Rocco e i suoi fratelli. Ma Salvatori partecipa anche ai Compagni di Mario Monicelli. Che non ebbe un grandissimo successo di pubblico ma ottenne una delle tre nomination all’Oscar cnquistate dal regista nel corso della sua lunga carriera.
Non mancano gli spunt i per recuperare questi momenti d’oro del nostro cinema (ma anche della Versilia). E forse più che i soldi possono mancare le idee. E forse qualche protagonista dell’epoca – la gran parte è morta – ma allora qual’è il senso di tenere davanti la Capannina quel funebre ritratto in marmo dell’attore che ha lavorato anche in film fortemente politici come Queimada di Gillo Pontecorvo e » l’orgia del potere di Costa Gravas.
Una stagione, quel lungo dopoguerra che poi diventerà boom di consumi e costumi, che potrebbe essere rievocata in tanti modi a Forte dei Marmi come a Viareggio.
Salvatori – ad esempio – fu vicinissimo ai grandi del cinema francese. Non solo perchè sposò Annie Girardot (1962, dal loro matrimonio è nata Giulia, attrice anche lei) ma perchè rimase per tutta la vita grande amico di Alain Delon, il divo francese per eccellenza. Con Delon e la Girdardot girarono Rocco e i suoi fratelli, tardorealismo di Luchino Visconti al quale Salvatori era legato e da cui aveva imparato molto.
Domenica sera su Rai Movie hanno dato La prima notte di quiete. Protagonista Delon con Salvatori e un giovanissimo Giancarlo Giannini. Il film è del 1975 ed è girato in una Rimini invernale e spettrale da Valerio Zurlini, grande regista romagnolo come Fellini.
ma Zurlini, benchè di Rimini, amava passare le vacanze a Forte, dove ha affittato per alcuni anni la villa Apuana, meglio nota come villa Siemens.
Quanti intrecci fra il mar Tirreno e le Apuane. Tanto che la Versilia potrebbe vivere tranquillamente anche solo dei suoi ricordi.
(c.b.)
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