Il Tirreno

Versilia

Volpe e i pranzi vip della Viareggio Porto: "Tutto in regola"

Matteo Tuccini
Alessandro Volpe
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Alessandro Volpe

L’ex presidente della società pubblica si difende in tribunale dalle accuse: "Panini di Procacci e salsicce acquistati per incontri di lavoro o istituzionali"

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VIAREGGIO. Pranzi di lavoro, cene di rappresentanza e incontri istituzionali. A questo tipo di appuntamenti, secondo quanto riferito in tribunale dallo stesso Alessandro Volpe, erano destinati i generi alimentari acquistati durante la sua presidenza della Viareggio Porto.

Cibi e bevande anche di alto livello - come i celebri panini tartufati della bottega fiorentina Procacci - che sono costati a Volpe un’indagine penale. Con tanto di richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Lucca. Che ritiene si trattasse di spese personali, del tutto estranee alle finalità della Viareggio Porto.

Non è questa la versione di Volpe, che anche venerdì 13 di fronte al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Lucca è stato interrogato dal pubblico ministero. Volpe, assistito dall’avvocato Enrico Marzaduri, ha chiesto di poter parlare prima che il gup Riccardo Nerucci decidesse se rinviarlo o no a processo per peculato, abuso d’ufficio e turbativa d’asta (quest’ultimo capo d’accusa riguarda la vicenda della Champagneria galleggiante che non ha mai aperto).

Secondo quanto dichiarato da Volpe di fronte al pm Aldo Ingangi, che ieri sostituiva il collega Fabio Origlio titolare dell’indagine, tutte le spese contestate sono state documentate come “spese di rappresentanza”. E gli organi di controllo della Viareggio Porto non si sono mai opposti.

Scendendo nel dettaglio, a partire dai famosi panini di Procacci, Volpe ha affermato che si è trattato di un acquisto fatto a Firenze, dove i vertici della Viareggio Porto si erano recati per un incontro di lavoro con l’avvocato Gaetano Viciconte. Che era il referente legale per le questioni amministrative della società pubblica. Per il pranzo era stato fatto un ordine da Procacci con panini e bevande. Sulla questione delle bistecche e delle salsicce, Volpe ha riferito che si è trattato di un acquisto legato a una grigliata. Una grigliata che sostituiva un appuntamento di lavoro che altrimenti si sarebbe tenuto al ristorante. Il cui scopo, ha ribadito, era prettamente di natura professionale.

Assieme a Volpe, sul banco degli accusati, c’è anche l’attuale direttore della società portuale Pietro Romani, assistito dagli avvocati Filippo Tacchi e Andrea Bagatti: a lui vengono contestati i reati di turbativa d’asta e peculato. Il 15 gennaio è prevista la prossima udienza, dove si attende la decisione del giudice sul sì o no al processo per i due imputati.

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di Redazione web