Lutto
Stalker arrestato, così finisce un incubo durato cinque anni
La storia della donna perseguitata dall’uomo che mercoledì mattina l’ha attesa sotto casa armato: dopo la denuncia ha sempre avuto al suo fianco la polizia municipale e gli inquirenti
PIETRASANTA. Quando se lo è visto davanti casa, all’albore del nuovo giorno, con un coltello fra le mani ha pensato che “fosse veramente finita”. Che quel “perseguitare insano” fatto di appostamenti, messaggi, approcci ed inseguimenti vivesse il suo epilogo. Ma il terrore di ritrovarsi davanti chi da 5 anni l’ha relegata in un incubo ha innescato invece la sua reazione: il grido, la fuga, la consapevolezza che no, non era finita, che anche questa volta sarebbe riuscita a tornare dai propri cari. E così è stato.
Cinque anni dopo restano, per la 42enne pietrasantina vittima di stalking, le lacrime, il terrore, il dolore di un lungo scorcio di vita rubato, ma anche la fiducia in chi, sempre in questi ultimi anni, non l’ha mai lasciata sola: il ruolo della Polizia municipale cittadina ed in particolare delle agenti è stato infatti fondamentale in tutta questa vicenda dove si celano violenza psicologica e aggressioni sussurrate e ostentate. La donna, da due giorni a questa parte, è tornata a vivere, anche se dimenticare non sarà semplice: chi la perseguitava, il suo stalker, Claudiu Aurel Jeleriu, 36 enne rumeno residente a Forte dei Marmi, è infatti stato processato per direttissima e condannato, dal tribunale, a un anno e mezzo di carcere.
«Questa donna ha dimostrato di essere molto forte, ha subito pressioni psicologiche pesantissime, ma la sua voglia di non arrendersi, il suo coraggio, le sue denunce, alla fine, hanno portato in galera lo stalker. E tutta questa storia deve essere ad esempio per chi, nel silenzio, subisce violenze da aguzzini che proprio sulla paura della vittima, si fanno forti» fa sapere il responsabile del Comando Giovanni Fiori. Comando che nel novembre del 2013 – ma le prime molestie risalivano già al 2010 – raccolse la denuncia della donna che abita in un quartiere cittadino, insieme al figlio e al convivente, e che lavora nel centro storico. «Ma arrivare all’atto della denuncia non è stato facile: ci sono stati incontri, momenti di confronto, difficoltà ad accettare di esporsi con un atto forte. Il ruolo delle nostre agenti è stato decisivo. Così com’è stato fondamentale rapportarsi con la Procura, con il pm Mariotti e le forze dell’ordine» aggiunge Fiori.
La prima condanna, arrivata per rito abbreviato nel maggio dello scorso anno, impone a Jeleriu 10 mesi di arresti domiciliari. In realtà non scontati tutti visto che tornò prima del tempo in libertà. «E lo stesso giorno che rimise piede in strada, questa persona ha ricominciato a molestare la donna: con inseguimenti , messaggi, avvicinandola. Aveva creato - precisa Fiori - un profilo facebook con foto della vittima in luoghi pubblici, allusioni sessuali, invio di richieste di amicizia a diversi soggetti. Sapeva tutti gli orari e tutti gli spostamenti della donna, anche quando andava a prendere il figlio a scuola. E proprio in seguito all’ennesima denuncia, il 36 enne rumeno martedì scorso si era dovuto presentare in tribunale a Lucca; ma terminata l’udienza, invece di tornare ai domiciliari, si era recato a Viareggio in pineta insieme a due connazionali. Per questo è scattata una prima denuncia per evasione. Poi bissata da un’altra denuncia – spiega Fiori – quando è stato fermato nei pressi della casa della giovane madre. Da qui il nuovo giudizio del tribunale e la condanna, per i reati contestati, a 18 mesi di carcere. Il primo dicembre il giudice entrerà nel merito della precedente denuncia».
Il 25 novembre, anche a Pietrasanta, si celebrerà la giornata contro la violenza sulle donne: il coraggio dimostrato da questa mamma vale di più di mille e mille parole sull'argomento.
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