Sicurezza
Scontro sul futuro della Pardini
Stamani ancora un presidio della Fiom per chiedere che l’azienda non chiuda
CAMAIORE. L'ultimo presidio era stato organizzato due settimane fa. Una mobilitazione per dire no alla chiusura della Oreste Pardini con la cancellazione di posti di lavoro e di una tradizione nel settore delle lavorazioni in alluminio ben radicata a Camaiore. Ma stamani si torna a manifestare davanti ai cancelli dell'azienda per non spegnere i riflettori su una vertenza delicata per la quale però si era manifestata una opportunità di salvezza. L'appuntamento è per questa mattina alle 12 e sarà l'occasione, per la Fiom Cgil che segue e sostiene la battaglia dei lavoratori della Oreste Pardini - tutti o quasi di famiglie camaioresi - di fare il punto della situazione. La cassa integrazione a zero ore è partita e sul tavolo della trattativa resta l'offerta giunta dalla Elexos (gruppo Cima) rispetto alla quale erano state avanzate delle perplessità da parte della società in liquidazione. «La tutela dell'occupazione e del sito produttivo è il nostro obiettivo - aveva dichiarato nei giorni scorsi Nicola Riva della Fiom Versilia che ha ricordato come i dipendenti siano - i maggiori creditori dell'azienda, in virtù del loro Tfr (circa 400 mila euro, ndr)». In tutto sono 26 le famiglie a rischio di perdere lo stipendio.
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