Finanza
Flash mob degli studenti dello Stagi
Protesta contro le condizioni del liceo: «Alla scuola noi teniamo»
PIETRASANTA. Una scuola con in dote precarietà e inadeguatezza, il liceo artistico Stagi: aule chiuse, infiltrazioni dai soffitti, laboratori inutilizzabili e una sicurezza strutturale di fondo su cui è lecito riflettere. Soprattutto, quella delle Stagi, è la storia di un disagio infinito, vittima della conflittualità della politica, degli sprechi, dell'incapacità di risolvere, negli anni, una situazione vissuta, fra mille disagi, dagli studenti e dai docenti. Il flash mob che i ragazzi ieri mattina hanno messo in scena sullo sfondo di piazza Crispi - oltre una cinquantina i partecipanti - è servito a ribadire che «sì, la nostra scuola dal punto di vista didattico è bellissima ed ha potenziali enormi, ma nessuno se ne prende cura. È un rimpallo fra Provincia e Comune: da sempre. Da lunedì scorso abbiamo dato il via ad una forma di protesta, la disoccupazione, che ci impegna in attività ed iniziative fuori dall’edificio scolastico. Iniziative che si concluderanno - spiegano gli studenti - con una manifestazione di protesta in programma nella giornata di domani e ancora una mostra. La verità è che mezza scuola è più o meno inagibile e che i professori, talvolta, sono costretti anche a comprare il materiale visto che soldi non ce ne sono. Perchè i professori, come noi studenti, alle Stagi ci teniamo. E i politici?».
Calato il sipario sul flash mob, restano, agli angoli della piazza due manichini raffiguranti il Comune e la Provincia i due enti che, da decenni, si rimpallano il destino strutturale del liceo artistico. «Riproveremo a contattarli: ci devono risposte. Questa scuola, una volta che la frequenti, ti entra dentro. E non puoi fare a meno di continuare a difenderla, a supportarla, anche quando non sei più studente. Ma la sensazione è che alla fine questo stato di abbandono porti ad una chiusura definitiva delle Stagi, ad un'altra destinazione urbanistica per l'edificio. E questo non sarebbe giusto: per la storia, per la tradizione, ma anche, come detto, per le enormi potenzialità insiste nel nostro liceo» ribadiscono gli studenti. Per un grido, di ribellione e rabbia, colpevolmente inascoltato da troppo tempo.(l.b.)
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