Il Tirreno

Versilia

Aspetta armato sotto casa la donna che perseguita da anni

Aspetta armato sotto casa la donna che perseguita da anni

Arrestato trentaseienne che era uscito prima dell’alba dall’abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari per raggiungere quella della vittima: condannato per direttissima, ora è rinchiuso in carcere a Lucca

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Da cinque anni perseguita una giovane madre di Pietrasanta per la quale ha perso la testa. Ieri mattina l’ha attesa sotto casa: erano da poco passate le cinque, l’ora in cui lei va a lavorare. Con sé l’uomo aveva un coltello. Appena l’ha visto la donna ha iniziato a urlare, è scattato l’allarme, lui è stato fermato e arrestato dai carabinieri giunti sul posto nel giro di pochi minuti. Per questo Claudiu Aurel Jeleriu, nato in Romania trentasei anni fa, abitante a Forte dei Marmi, è stato processato per direttissima e condannato dal tribunale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12409660:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/11/08/news/estorsione-all-ex-moglie-e-socia-condannato-a-lucca-1.12409660]]

Un anno e sei mesi la pena inflitta dal giudice: l’imputato era gli arresti domiciliari, è stato riconosciuto colpevole del reato di evasione.

Jeleriu è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, proprio per quello che da anni sta facendo patire alla vittima dell’aggressione di ieri mattina.

Nel maggio dell’anno scorso, venne condannato a dieci mesi di reclusione per stalking nei confronti della donna che ha preso di mira: una vera e propria persecuzione fatta di molestie telefoniche, pedinamenti, minacce, che non sono terminati neppure dopo la sentenza del tribunale.

Proprio in seguito all’ennesima denuncia per questo reato, Jeleriu martedì pomeriggio era comparso in tribunale a Lucca nelle vesti di imputato. Terminata l’udienza, invece di rientrare nella sua casa di Forte dei Marmi dove è costretto agli arresti domiciliari se n’è andato a giro per Viareggio. A tarda sera è stato sorpreso da una pattuglia di carabinieri nella pineta di Viareggio mentre beveva birra insieme a dei connazionali. Per questo per lui è scattata una prima denuncia per evasione. Denuncia bissata ieri mattina quando appunto è stato fermato nei pressi della casa della giovane madre diventata oggetto delle sue ossessioni.

Per fortuna, come detto, la donna ha reagito gridando aiuto e mettendolo in fuga. L’intervento immediato dei carabinieri ha fatto il resto.

Per la doppia evasione - quella di martedì sera e quella di ieri mattina - e per il possesso del coltello ieri è stato sottoposto al giudizio del tribunale. Che lo ha condannato alla pena di diciotto mesi di carcere. Non più dunque detenzione domiciliare né altre forme più o meno blande di restrizione ma la prigione vera e propria. Finché starà lì dentro non potrà più terrorizzare la donna che da cinque anni è vittima delle sue morbose attenzioni.

Tra le varie molestie di cui è stato riconosciuto colpevole nel processo concluso l’anno scorso c’è perfino la creazione di un profilo su Facebook con foto della donna ripresa in luoghi pubblici, la creazione di un profilo a nome della spasimata e l'invio di richieste d'amicizia a soggetti vari.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca