Il dolore
Meno vaccini, boom di malati
La lotta all’influenza fa flop. E al pronto soccorso arrivano centinaia di casi in più
VIAREGGIO. Ci si vaccina meno, ci si ammala di più. Non è poi così ovvio, in tempi di psicosi anti-scientifiche e di paure medievali, il sillogismo che arriva dall’Asl. A coniarlo è Fabio Michelotti, capo staff dell’azienda sanitaria e responsabile dei distretti sul territorio. Un dirigente cauto e misurato, se dice una cosa lo fa perché c’è da scuotere un po’. E a proposito degli effetti negativi della mancata prevenzione contro l’influenza, Michelotti rivela: «A causa della diminuzione consistente delle vaccinazioni nell’autunno-inverno 2014, quest’anno abbiamo avuto un aumento rilevante di accessi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per forme influenzali». Un incremento che si traduce in centinaia di casi più rispetto all’anno scorso. Alcuni dei quali anche piuttosto gravi. Tanto da chiedere un monitoraggio ad hoc della Regione, preoccupata per l’andazzo. La conclusione è una sola: se la copertura complessiva crolla, a risentirne è l’intera popolazione. Perché diminuisce il livello di protezione generale. Con effetti - secondo quanto spiega la Regione - non solo sull’influenza tout court, ma anche su malattie come la meningite C. Ecco perché l’Asl lo dice chiaramente: le percentuali dell’anno scorso non vanno bene, bisogna cambiare marcia. E non sono statistiche da migliorare: è la nostra salute che ci va di mezzo.
La psicosi. L’anno scorso le vaccinazioni sono diminuite in generale, ma in particolare sono crollate per quanto riguarda l’influenza. Il perché è presto detto: ci fu un clamore mediatico enorme per alcuni casi di morti sospette, che indussero l’Agenzia del farmaco Aifa a ritirare delle confezioni di vaccini dal mercato. Tenuto conto dello scetticismo che già allora circolava, e che oggi ha raggiunto forme mai viste prima, l’effetto fu devastante. Rispetto all’anno precedente, furono cinquemila in meno i versiliesi che arrotolarono le maniche della camicia o della maglia per l’iniezione. Tra questi, una valanga di anziani, che sono la popolazione-obiettivo della campagna della Regione. Nel 2013 erano stati il 62% a sottoporsi alla prevenzione, l’anno successivo furono meno del 50%. Un dato, quest’ultimo, che metteva la Versilia nella parte bassa della classifica regionale. E il risultato, come detto, si è visto in ospedale. In tanti si sono presentati con patologie anche gravi dell’apparato respiratorio o simili, legati ai virus influenzali. I rischi possono essere ridotti, oppure no: dipende dal paziente.
Il cambio di passo. L’obiettivo della Regione è coprire il 75% della popolazione over 65. Ma anche tutelare tutte le persone a rischio. E cioè bambini che hanno patologie particolari o gravi, come ad esempio forme di asma particolarmente complesse. E poi le donne in gravidanza, i ricoverati di lungo periodo, tutti coloro che seguono terapie delicate per cui l’influenza può rappresentare una minaccia superiore a qualche giorno passato a letto. Ma tra le persone che devono sottoporsi alla prevenzione ci sono anche i funzionari pubblici, sanitari compresi, perché sono a contatto quotidiano con decine di persone. Ecco cosa dice il dottor Claudio Ciabattoni, che sta seguendo la campagna antinfluenzale per l’Asl Versilia: «Pensiamo che l’influenza sia uno scherzo. Ma non è così. Può essere pericolosa, se ignorata». Per tutte queste persone a rischio e per gli over 65 l’invito dell’Asl è chiaro: vaccinatevi, è gratis. Dalla prossima settimana inizierà la campagna di prevenzione, con l’arrivo di trentamila dosi in Versilia. A cui se ne aggiungeranno altre 1.500 per l’anti-pneumococco, riservato alla classe 1950. È quest’ultima a la novità della campagna 2015-16. I cui risultati saranno fondamentali per capire se la battaglia delle vaccinazioni sta riportando la popolazione dalla parte della ragione. Per ora lo scetticismo regna sovrano: basta leggere cosa scrive una mamma qui a fianco, in una lettera in cui si domanda più informazione. Il dirigente Michelotti ammette: «Per adesso non ci sono numeri telefonici dedicati. Invitiamo gli utenti che volessero capirne di più a parlare con i loro medici di famiglia». A questi sono state già fornite le indicazioni per promuovere meglio la vaccinazione. «Non è obbligatoria - dice il dottor Ciabattoni - ma è importante farla».
@matteotuccini
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