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Versilia

La Misericordia rischia di chiudere

La Misericordia rischia di chiudere

Troppi debiti: l’associazione in assemblea straordinaria. «Città e sindaco ci aiutino»

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CAMAIORE. «È l’ultima spiaggia: venerdì capiremo se la Misericordia di Camaiore sopravviverà o meno». È chiaro e diretto il commissario straordinario dell’associazione di pubblica assistenza locale Alberto Ramacciotti, il quale ha convocato per venerdì (ore 21) al Teatro dell’Olivo, in accordo con l’amministrazione Comunale, un’assemblea pubblica straordinaria. In cui si definiranno (si spera una volta per tutte) le sorti dell’associazione di volontariato cittadina, a rischio collasso dopo la vituperata gestione targata Pierluca Matteucci.

Per quello che si prospetta essere il summit decisivo per il destino della Misericordia, sono stati convocati dal commissario, oltre al sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, i massimi vertici degli organismi confederali regionali e nazionali delle Misericordie. Una chiamata che suona solenne: la tavola rotonda servirà per capire se la Confraternita commissariata potrà continuare a portare avanti in qualche modo la sua dispendiosa opera di risanamento economico-organizzativo oppure se dovrà chiudere bottega e concludere mestamente qui il suo cammino, dopo secoli di onorata attività. Se il futuro è ancora tutto da decifrare, di certo c’è che per la Misericordia il presente è assai delicato: gli effetti dei tentativi di ripartenza tardano preoccupantemente a manifestarsi, soffocati dalle continue ed ingenti pendenze che si accumulano quasi quotidianamente (l’ultima conta 130mila euro da versare ad Inps ed Inail per contratti di assunzione irregolari, ndr) e aggravano i conti già abbondantemente in rosso della Confraternita. A chiarire le ragioni che hanno portato ad indire questa urgente assemblea pubblica ci pensa in prima persona proprio il commissario della Misericordia di Camaiore Alberto Ramacciotti, il quale non usa giri di parole per spiegare la gravità della situazione: «Così non possiamo più andare avanti - sbotta Ramacciotti - dobbiamo capire se qualcuno può aiutare la Misericordia a sopravvivere oppure no. Da soli non possiamo riuscirci». Nemmeno i recenti tentativi di ripianamento (la cessione delle frequenze televisive di NuoviOrizzonti-TeleCamaiore e l’affitto a terzi del circolo della sede di via del Mattatoio) sono bastati a tamponare i buchi. Proprio per questa ragione Ramacciotti si trova a dover chiedere aiuto alla popolazione e agli enti, locali e non, per trovare la soluzione più consona: «Quasi ogni giorno - dice - si aggiunge una nuova tegola da centinaia di migliaia di euro che aggrava una situazione già di per sé insostenibile. Ha poco senso portare avanti una situazione in cui non c’è spazio di manovra e che non permette nemmeno di pagare il personale e il carburante. In questi mesi abbiamo fatto tanto, ma adesso dobbiamo definire una volta per tutte la questione. Cerchiamo qualcuno che sia disponibile a darci un aiuto concreto, chiunque esso sia: gettare la spugna, nonostante tutto, sarebbe amaro e triste per tutti. Nel bene o nel male conclude - bisogna trovare una soluzione».

Alessandro Bracci

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