Italia
La funzionaria Sea: è stato il presidente ad alzare la voce
VIAREGGIO. La funzionaria di Sea colta da malore dopo il litigio con il presidente Fabrizio Miracolo ha affidato al suo legale, avvocato Francesca Cristiani, la replica a quanto dichiarato dallo...
VIAREGGIO. La funzionaria di Sea colta da malore dopo il litigio con il presidente Fabrizio Miracolo ha affidato al suo legale, avvocato Francesca Cristiani, la replica a quanto dichiarato dallo stesso Miracolo dopo l’episodio di lunedì mattina.
La funzionaria, che lavora alle dipendenze di Sea Ambiente da 13 anni, «smentisce categoricamente - dice l’avvocato Cristiani - di aver convocato un consiglio di amministrazione e tantomeno fissato di sua iniziativa una data dello stesso, tanto è vero che nessun consiglio è stato convocato e nessun consigliere è stato da lei contattato. La mia assistita - prosegue il legale - precisa altresì come non risponde al vero che la stessa abbia proferito le parole "Si era sempre fatto così", le quali suonano peraltro incomprensibili posto che lo statuto di Sea, come prevede anche il codice civile, assegna al solo presidente il compito di convocare il cda. La funzionaria ha tra i suoi ruoli quello di supportare il presidente Sea nell'attivazione delle procedure previste dallo statuto e anche in questa occasione conferma di essersi limitata a fare questo: mai la dipendente avrebbe potuto procedere in autonomia ad un tale atto».
Per questo, sostiene ancora Cristiani, «non sussiste nessuno “sconfinamento dalle prerogative” della dipendente, la quale rileva di essere stata fatta oggetto di ingiustificate e gratuite accuse del presidente circa il suo operato, in maniera del tutto inaspettata e per lei incomprensibile. La mia assistita osserva che chi ha alzato la voce fin da subito è stato il presidente Sea, che ha usato - come riferisce essere già accaduto in altre occasioni verso la stessa e altri dipendenti dell’azienda, e come hanno potuto udire i presenti - toni così esagitati e intimidatori da indurre la dipendente a dovergli chiedere più volte di non urlare. Il colloquio è stato così concitato da causare alla stessa un malore appena uscita dalla stanza del presidente, con arrivo quasi immediato dell'ambulanza: la mia assistita precisa che questo avveniva non dopo ma quando Miracolo era ancora in sede».
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