Il dolore
L’ecografia alla tiroide? Nel 2017
Proteste a raffica per le difficoltà nella prenotazione di visite ed esami medici all'ospedale Versilia
VIAREGGIO. Tornano, e con forza, le proteste per le liste d’attesa nella sanità versiliese. Nonostante la riorganizzazione del Centro prenotazioni per visite ed esami medici, che sembrava aver calmato un po’ le acque, lunedì 9 è stata una giornata di passione. Con una valanga di segnalazioni arrivate alla redazione del Tirreno su appuntamenti che gli utenti non sono riusciti a prenotare. O che sono sono stati dati con attese di mesi.
«L’ecografia alla tiroide? L’anno prossimo non si può fare - ad affermarlo è Alfredo Salvatori, utente camaiorese - c’è posto solo nel 2017, ma non mi hanno saputo dire quando».
Salvatori, tra l’altro, protesta anche per una sua familiare che è stata rimandata a casa dal pronto soccorso «nonostante il medico di famiglia avesse ritenuto necessario il ricovero in ospedale».
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Anche Luigi Duccini, paziente di Massarosa, protesta perché non è riuscito ad ottenere l’appuntamento per una visita oculistica. «Sono stato per quasi mezz’ora al telefono con l’operatore del Cup - dice - è stato piuttosto scortese, e mi domando il perché. Ma soprattutto vorrei sapere perché non si può prenotare una visita oculistica, per quanto non urgente. Mi pare una cosa grave, non degna di un servizio pubblico. E vorrei sapere chi dovrebbe tutelarci: i carabinieri, forse?». L’utente racconta di aver avuto problemi sei mesi fa anche per una risonanza magnetica «che non sono riuscito a fare nel pubblico: sono stato costretto a rivolgermi a un centro medico privato».
Sempre in tema di risonanze magnetiche, si registra anche la lamentela di Marco Del Chiaro, anziano utente viareggino.
Del Chiaro si è sottoposto a un intervento chirurgico otto anni fa per un tumore. Da allora, come fa come ogni paziente oncologico, deve sottoporsi a controlli periodici. Il prossimo è in programma nell’aprile 2016, e il medico gli ha chiesto di presentarsi con una risonanza magnetica della zona interessata. «Ma non sono ancora riuscito a prenotarla - protesta Del Chiaro - e mi domando se ci riuscirò mai. Ho lavorato una vita nei cantieri, ho sempre pagato le tasse. E la malattia non l’ho certo chiesta io».
Infine, una lettera inviata da Riccardo Rossetti, anche lui viareggino.
«Scrivo a voi - dice - per sapere se è normale che per fare una gastroscopia, con richiesta del medico curante si debba attendere il gennaio 2016 con pagamento di 80 euro. Mentre con la libera professione se ne pagano 150 e si va a metà dicembre. Se mi prende un attacco di notte e devo prendere delle dosi di cortisone per respirare, oppure se viene fuori qualcosa? Potrei cavarmela con una battuta: lo Stato risparmia la pensione. Eppure non credo che una persona faccia per divertimento la gastroscopia».
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