Il Tirreno

Versilia

Dipendente colta da malore dopo litigio col presidente dell'azienda

Dipendente colta da malore dopo litigio col presidente dell'azienda

Funzionaria della Sea di Viareggio si sente male in ufficio, portata all’ospedale di Lido di Camaiore in ambulanza

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VIAREGGIO. Un litigio davvero clamoroso quello che ieri mattina è scoppiato nell’ufficio della presidenza di Sea Ambiente. Protagonisti il presidente Fabrizio Miracolo e una funzionaria. Uno scontro verbale acceso, durato più di un quarto d’ora, in un crescendo che è stato sentito da tutti coloro che a quell’ora si trovavano negli uffici di via Comparini. Con un epilogo che trasforma una questione interna all’azienda in una notizia: il malore della donna, per il quale è stato necessario l’intervento di un’ambulanza che l’ha trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Nulla di grave per fortuna - in un paio di giorni potrà tornare al lavoro - ma quello che è successo ovviamente ha lasciato il segno.

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Miracolo, informato dell’accaduto - la funzionaria si è sentita male dopo che lui si era allontanato dalla sede - ha incontrato il sindacato per spiegare i fatti. «La signora aveva sconfinato dalle sue prerogative, convocando, senza interpellarmi preventivamente, il consiglio di amministrazione della società. “Si era sempre fatto così”, ha risposto alla mia contestazione. A quel punto, quando l’ho richiamata al suo ruolo e soprattutto al rispetto del mio, la signora ha ritenuto di alzare la voce. Allora le ho dovuto ricordare che esiste uno statuto societario, che va osservato da tutti e che se finora una dipendente era abituata a convocare il consiglio di amministrazone adesso non può più farlo. Le ho anche sottolineato che al presidente un dipendente non può rispondere alzando la voce. Me ne sono andato, pensando che la cosa fosse finita lì. Poi ho saputo che si era sentita male. Me ne dispiaccio ma confermo quello che ho riferito alla signora e poi al sindacato. Ho informato anche l’amministratore delegato affinché la richiami al rispetto delle mie prerogative e a non debordare dai suoi compiti».

La funzionaria preferisce non fare commenti. «Io ho solo fatto quello che mi era stato chiesto - si limita a dire - il lavoro che svolgo da anni è di coordinamento, non ho mai fatto nulla che possa essere inteso come una prevaricazione delle prerogative altrui, men che mai convocare il consiglio di amministrazione di mia iniziativa. E al presidente non penso proprio di aver mancato di rispetto in alcun modo».

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