Il Tirreno

Versilia

Via a tremila controlli dell’Inps sulle domande di disoccupazione

di Matteo Tuccini
Via a tremila controlli dell’Inps sulle domande di disoccupazione

Aumentano le verifiche incrociate con il Centro per l’impiego per stabilire se lo stagionale ne ha diritto Niente assegno ai furbetti. Che rischiano anche una denuncia per tentata truffa ai danni dello Stato

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VIAREGGIO. Scattano i controlli dell’Inps su oltre tremila domande per l’assegno di disoccupazione presentate dai lavoratori stagionali versiliesi. A differenza del passato - quando le ispezioni venivano fatte a campione - da ora in poi tutte le richieste verranno passate ai raggi X dagli operatori dell’Istituto di previdenza, che eroga il sussidio (la cosiddetta Naspi). E il rischio per chi ha detto il falso, cioè ha sostenuto di essere disoccupato senza esserlo veramente, non si limita alla possibilità di non avere l’assegno. L’Inps può denunciarlo, infatti, per tentata truffa ai danni dello Stato.

I controlli. Anche negli anni passati l’Inps verificava le domande di disoccupazione presentate dagli stagionali, e in generale da tutti i lavoratori disoccupati. Ma questi controlli rappresentavano il 10% del totale delle domande. Con la nuova Naspi è stata data indicazione alle sedi Inps di esaminare tutte le richieste per l’assegno di disoccupazione: in Versilia sono più di tremila. Questo comporta un incremento del lavoro, ma la procedura è senza dubbio più corretta. Ovviamente aumentano i rischi per i potenziali furbetti: un effetto collaterale giusto.

I dati del Centro per l’impiego. La domanda per il sussidio si fa all’Inps, on line o tramite patronato. Si tratta di una richiesta che deve essere verificata, perché l’Inps non è in grado di sapere da solo se chi ha chiesto il sussidio ha in effetti perso il lavoro. E come si fa questa verifica? Attraverso un controllo incrociato con il Centro per l’impiego, che ha la mappa aggiornata dei lavoratori disoccupati o che hanno comunicato la cessazione del rapporto professionale. Se il lavoratore stagionale non ha fornito una documentazione adeguata, o non ha fatto il consueto passaggio con il Centro per l’impiego - a cui si deve comunicare il proprio status di disoccupato prima o dopo la presentazione della domanda per la Naspi - scatta l’accertamento. Che comporta il rischio di denuncia per la persona che finge di essere disoccupata per riscuotere l’assegno.

Come funziona la Naspi. Per avere il sussidio bisogna aver perso il lavoro involontariamente, aver dato le dimissioni per giusta causa, aver risolto il contratto consensualmente o anche essere stati licenziati con un provvedimento disciplinare. La Naspi non spetta, insomma, nel caso in cui ci si è allontanati volontariamente dal posto di lavoro, a meno che - come detto non si tratti di dimissioni per giusta causa. Per far scattare il diritto all’assegno, inoltre, bisogna avere contabilizzato almeno tredici settimane di contributi nel quadriennio precedente all’inizio della disoccupazione (2012-2015). E aver lavorato almeno 30 giorni effettivi nei 12 mesi precedenti alla disoccupazione. La domanda per la Naspi si presenta on line sul sito dell’Inps (www.inps.it, ma bisogna avere il Pin) oppure tramite patronato. La domanda deve essere presentata entro il 68esimo giorno dalla fine del rapporto di lavoro, pena la perdita del diritto all’assegno di disoccupazione. Sono previsti degli obblighi precisi: chi ottiene la Naspi dovrà seguire corsi e iniziative di riqualificazione professionale e avviamento al lavoro organizzati dai Centri per l’impiego o dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del Lavoro (Anpal). Il disoccupato - e quindi anche il lavoratore stagionale - dopo aver presentato all’Inps la domanda di Naspi, si dovrà iscrivere on line al Portale unico di registrazione (che non c’è ancora) con i dati personali e curriculum per facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro.

Il bonus per gli stagionali. Per gli stagionali che abbiano lavorato almeno 6 mesi nel 2015 - e che hanno protestato a lungo perché temevano di non poter coprire con l’assegno di disoccupazione i 6 mesi restanti in cui sono a casa - il Governo ha concesso la possibilità di includere nel calcolo dell’assegno di disoccupazione un bonus di 52 settimane di contributi. In sostanza, invece di calcolare i contributi versati solo nel quadriennio (2012-2015) antecedente alla domanda dell’assegno, si considerano le settimane lavorate a partire dal 2011.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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