Il Tirreno

Versilia

Recuperato il peschereccio

di Claudio Vecoli
Recuperato il peschereccio

Le operazioni di rimozione sono iniziate prima dell’alba: alle 21,15 il Giumar è rientrato in porto

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VIAREGGIO. Il peschereccio affondato la scorsa settimana a cinque miglia dall’imboccatura del porto di Viareggio con a bordo due pescatori non è più in fondo al mare. Ieri, nel corso di una lunghissima giornata iniziata prima dell’alba e conclusasi soltanto in tarda serata, il relitto del Giumar - l’imbarcazione di tredici metri uscita in mare per una battuta di pesca il 28 ottobre e mai rientrata alla base - è stata recuperata dal fondale dove si era inabissata a diciotto metri di profondità e, scortata da uomini e mezzi della Capitaneria di porto, alle 21,15 ha fatto mestamente rientro in banchina grazie alla draga Alfredo.

Le complesse operazioni di rimozione sono iniziate intorno alle quattro del mattino quando la draga si è ormeggiata sul punto del naufragio dove, a scopo precauzionale, sono state posizionate anche delle panne galleggianti contenitive e assorbenti.

Una volta compiute queste operazioni preliminari, sono iniziate le immersioni subacquee per sistemare le fasce di sollevamento: un passaggio, questo, reso particolarmente difficoltoso dall’imprevisto cedimento del verricello del peschereccio. Superato l’inghippo che ha rischiato di far saltare il recupero, il Giumar è lentamente riaffiorato in superficie dove - mediante una serie di autopompe - è stato svuotato e alleggerito sia dell’acqua di mare che delle casse del gasolio e degli olii esausti che avrebbero potuto creare problemi di inquinamento.

A quel punto il relitto è stato “rizzato a pacchetto” alla murata di dritta della draga Alfredo e da qui lentamente trasportato fino all’avamporto ad una velocità di circa due miglia all’ora. Destinazione finale per il peschereccio è stata la banchina Sandorino, dove l’imbarcazione sarà finalmente alata. Ma soltanto questa mattina, visto che ieri sera - complice la stanchezza per la giornata massacrante di lavoro - è stato deciso di rinviare l’ultima parte delle operazioni in modo da poter lavorare alla luce del sole.

Conclusa anche la vicenda del recupero del peschereccio, per chiudere questa triste pagina della storia della marineria viareggina resta ancora da trovare il corpo di Fabrizio Simonetti, il secondo pescatore di cui ancora non sono state trovate tracce e che - dopo il recupero del cadavere del cugino Nello Simonetti al largo di Portofino - si ritiene possa trovarsi a sua volta nel mar Ligure. Le ricerche da parte delle Capitanerie di porto della fascia che va da Livorno a Genova sono tutte allertate e per poter avvistare in mare il corpo del pescatore disperso si è fatto appello a tutte le imbarcazioni che fanno rotta nella zona. Inutile dire, però, che le speranze di trovarlo vivo sono praticamente nulle.

Intanto le procure di Lucca e Genova hanno disposto la restituzione alla famiglia della salma di Nello Simonetti. Da parte della magistratura, infatti, sono stati ritenuti sufficienti gli accertamenti eseguiti dal medico legale e ora sarà possibile fissare il funerale.

Il prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro, ha intanto incontrato ieri mattina in Capitaneria di porto a Viareggio i familiari di Nello Simonetti esprimendo loro la vicinanza delle istituzioni per il lutto.

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