Il dolore
Partecipate in sciopero venerdì 13
Presidio sotto il Municipio e richiesta di un confronto: nessuno sia licenziato
VIAREGGIO. Che in casa delle società partecipate si stia navigando nella tempesta anche sul fronte occupazionale è la realtà dei fatti. Il trasferimento di ventuno dipendenti dalla Viareggio Patrimonio alla Mover ha suscitato la seria preoccupazione di quattro lavoratori part time della società della sosta, in attesa di passare a a tempo pieno, mentre resta tutto aperto il problema degli altri quarantacinque lavoratori della stessa Patrimonio. La società è in fallimento, gravata anche dai ricorsi (almeno uno con richiesta di sospensiva), la procedura fallimentare potrebbe ricevere lo stop della Corte d’Appello di Firenze e l’amministrazione comunale potrebbe non aver fatto in tempo - per un problema di calendario - a sistema anche i 45 rimasti.
È in questo clima che il venerdì prossimo, 13 novembre, sindacati (Filcams Cgil Lucca Versilia, Fp Cgil Lucca, Filt Cgil, Slc Cgil, Fp Cisl, Uil Fp, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil) ed Rsu hanno indetto una giornata di sciopero. Con presidio dalle 8 alle 11 fuori dal Municipio di Viareggio. «Dopo le cattive gestioni e le false promesse - si legge nel comunicato congiunto - adesso registriamo i primi licenziamenti nelle partecipate di Viareggio. Con il 30 ottobre, infatti, Franco, Katiuscia Elena, Monica, Emanuele, Sofia, Fabiola, sono stati licenziati. Gli unici per ora a pagare il disastro del Comune sono i lavoratori. Si chiede dunque che il curatore della Patrimonio renda di fatto vincolante il mantenimento dei livelli occupazionali nell'assegnazione provvisoria del Centro Congressi e che il Comune si faccia garante di questi passaggi di personale. Per questo si chiede che il Comune si renda disponibile a impegnarsi con un accordo in tal senso». Alla prima ora del presidio parteciperà anche personale del Comune dove è stata convocata una assemblea per esprimere l’appoggio ai dipendenti delle partecipate. Il sindacato chiede anche «di fare luce sulle responsabilità di chi ha male amministrato perché siano costoro, in primis, a pagare e non chi ha semplicemente lavorato in un sistema gestito male. Si chiede, infine, che si apra un confronto con i sindacati e le Rsu/Rsa delle partecipate coinvolgendoli attivamente, affinché le soluzioni per risolvere i gravi problemi che ci sono siano condivise e che nessuno vada a casa».
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