La manifestazione
Biblioteca inaccessibile a chi è sulla carrozzina
PIETRASANTA. Da nove anni Daniela Lupoli non può entrare in biblioteca. «La mia vita è cambiata dopo un ictus: era il 2006. Oggi mi muovo grazie a una carrozzina, per i tragitti più lunghi - racconta...
PIETRASANTA. Da nove anni Daniela Lupoli non può entrare in biblioteca. «La mia vita è cambiata dopo un ictus: era il 2006. Oggi mi muovo grazie a una carrozzina, per i tragitti più lunghi - racconta Daniela - e appoggiandomi a un bastone per quelli più brevi. Da persona portatrice di handicap con seri problemi di deambulazione mi sono resa conto che accedere in alcuni spazi, pubblici e non, è tutt'altro che semplice, talvolta». E la biblioteca comunale è uno di questi. «Sì, purtroppo. Eppure mi piacerebbe tanto tornare in quelle sale, consultare i libri, leggere in un contesto davvero bello, ma non è possibile. Voglio dire - continua Daniela - la biblioteca di Pietrasanta non è a misura di chi ha seri problemi di deambulazione non solo perché non funziona il monta-scale, ma anche perché al suo interno ci sono scalini, ostacoli, dislivelli non sempre facili da superare. E allora ho dovuto rinunciare. Non sto qui a dare la colpa a questo o all'altro sindaco: mi limito a rendere noto un serio disagio che non riguarda, evidentemente, solo la sottoscritta. Anche a Forte dei Marmi, con quel vialetto in ghiaino da attraversare, non è che la biblioteca brilli per accessibilità. La verità è che a parole sembra tutto semplice, poi, però, quando ti scontri con alcune barriere del tuo quotidiano, allora la sostanza del discorso cambia. Oggi, per la mia persona, entrare in biblioteca non è possibile, ma anche se sostituiranno il monta-scale al momento non funzionante, sarà comunque altrettanto complicato muoversi al suo interno».
Soluzioni? «Credo che adeguarla dal punto di vista strutturale - continua Daniela Lupoli - sia veramente difficile. Penso, ad esempio, ai molti vincoli che limitano un qualsiasi intervento . Forse si potrebbe prendere in considerazione un riutilizzo della stessa biblioteca in altra sede, ma la questione, lo comprendo, è complicata, anche se certe volte basterebbe un po’ più di volontà per dare risposte concrete al cittadino».
In altre località, proprio per venire incontro a chi è costretto a muoversi su una carrozzina, le amministrazione hanno pensato a soluzioni alternative. «Ad esempio il servizio di libri portati a domicilio: una persona consulta il catalogo online e poi indica quello che vorrebbe leggere. Non credo che sia così impossibile - chiosa Daniela - attuarlo anche a Pietrasanta. Di certo attenuerebbe l'amarezza di chi non può più ' vivere' la biblioteca cittadina». (l.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
