Il Tirreno

Versilia

PROTESTA a Massarosa

No alla gabella sulle tombe

No alla gabella sulle tombe

Fino a 2.500 euro in più per la concessione perpetua. «È un’ingiustizia»

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MASSAROSA. Tra i 2000 e i 2500 euro per garantire al caro estinto il posto al cimitero. Questo è quanto dovranno versare mille famiglie di Massarosa nelle casse comunali, per effetto degli aggiornamenti (o, meglio, rincari) sui canoni delle concessioni perpetue per le tombe .

Una gabella per molti insostenibile e ingiustificata, che grava come un macigno su chi, a suo tempo, pensava di aver trovato (e quindi pagato) in via del tutto definitiva un posto per i defunti.

Un’operazione che mesi fa il sindaco Franco Mungai ha definito «una difesa all’equità, al recupero di spazi e al decoro», che, conti alla mano, garantirà al Comune entrate per 2 milioni di euro. Una delle tante «vittime» del regolamento entrato in vigore in estate è la signora Ida Del Magro, 79 anni, residente sul confine tra Massarosa e Pian del Quercione. La vicenda della signora Ida, ex maestra elementare, è tanto semplice, quanto ricca di spunti: pochi giorni fa, a casa del fratello 81enne, è stata recapitata una lettera da parte del Comune con la richiesta di rinnovo della quota della concessione perpetua della tomba del padre, deceduto nel 1957 e sepolto a Pian del Quercione. Una cifra oscillante tra i 1600 e i 2000 euro per garantire il posto al cimitero al caro estinto, da pagare (anche a rate) entro 15 giorni: in caso contrario occorrerà trovare altra sistemazione alla salma, anche in base alle proprie disponibilità economiche. «Sarò fin troppo battagliera – dice la signora Del Magro - ma non so tenere la bocca chiusa: trovo ingiusto che si debbano pagare maggiorazioni di questa portata su un diritto che abbiamo acquisito con un contratto firmato nel 1957. Mio marito è morto nel 2001 e da 14 anni cerco di aiutare da sola i miei tre figli che, per un motivo o per l’altro, attraversano momenti di ristrettezze. Certe cifre, mi creda, per me non sono cosa da poco». Un problema assai evidente che per la famiglia della signora Ida, come per molte altre nel massarosese, non è al momento possibile aggirare. «Avrei potuto spostare mio padre in un altro camposanto – rivela la signora -, ma per legge non è possibile farlo. L’unica alternativa è pagare quella cifra esagerata oppure lasciare l’attuale tomba e trovare altra sistemazione a costi inferiori. Vorrei che il sindaco spiegasse il perché di questa situazione: tassare tutto, soprattutto un diritto acquisito a suo tempo, non mi sembra la soluzione più adeguata».

Le richieste di esborsi per la signora Ida potrebbero inoltre non finire qui: «Mi aspetto a breve l’arrivo di un’altra cartella – dice -, relativa alla tomba di mio zio, il fratello di mia mamma. Non credo di essere l’unica a vivere una situazione del genere e nemmeno l’unica che farà valere le proprie ragioni con le autorità. L’avanzare dell’età non mi ferma: finché ne avrò facoltà farò il possibile perché si fermi quella che ritengo una triste ingiustizia».

Alessandro Bracci

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