Attenzione
Domani il recupero del Giumar
Il peschereccio sarà tirato fuori dall’acqua dai subacquei e dalla draga “Alfredo”
VIAREGGIO. Domani è il giorno. Ieri le riunioni in Capitaneria tra tutti i soggetti coinvolti nel recupero del peschereccio “Giumar”, tra alti e bassi e qualche tensione, hanno però portato a stringere sui tempi. Oggi arriveranno i piani di sicurezza, qualche incertezza tecnica è stata superate, qualche scrupolo eccessivo ha finito per rivelarsi di troppo, e la stessa Capitaneria ha impresso un’accelerata. Con gli uffici uffici Tecnica/Nostromo ed Operativa che in questi giorni sono stati - e saranno - intensamente impegnati per valutare tutti gli aspetti tecnico/amministrativi e di sicurezza legati al naufragio, all'inchiesta in corso ed alle operazioni di recupero. Tutta la guardia costiera guidata dal comandante Davide Oddone ha spinto al massimo i motori per arrivare ad avere a terra l’imbarcazione sulla quale lavoravano Nello e Fabrizio Simonetti, dei quali non si hanno più notizie dallo scorso mercoledì.
Il peschereccio (che ha lo scafo interrato per un metro e mezzo) - questa l’operazione nelle mani dei subacquei della Underwater Service" - sarà agganciato al salpareti e poi - una volta alzato per circa due metri - verranno passate sotto lo scafo le fasce che permetteranno il recupero. In questa fase i subacquei verificheranno lo stato della carena e se vi è una falla potrà essere rattoppata. Gli stessi sub verificheranno se sotto il peschereccio sia rimasto incastrato qualcosa o qualcuno, anche se nessuno crede che vi si possano trovare i due corpi.
Una volta riportato in superficie grazie alla potente gru della draga “Alfredo” che l’impresa veneta Lmd ha messo a disposizione con il via libera dell’Autorità portuale, il “Giumar” dovrà essere svuotato dall’acqua prima di verificare se galleggia o meno.
Quando arriverà a terra, sarà il magistrato (in questa settimana il caso è stato seguito dal sostituto Procuratore Lucia Rugani) a decidere se sarà sottoposto a sequestro o meno e dove dovrà essere collocato in attesa della restituzione all’armatore.
Con un lavoro di massimo mezza giornata - questa la previsione della Capitaneria - l’intervento di recupero dovrebbe essere portato a conclusione. Anche perché comandante e personale della draga - spiegano in Capitaneria - «sono professionisti esperti e ne hanno già alzati di pescherecci insabbiati/affondati».
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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