Attenzione
Slitta il recupero del peschereccio
Rinviata a domani l’operazione per ripescare l’imbarcazione affondata: servono i piani di sicurezza
VIAREGGIO. Non sarà oggi il giorno del recupero. Il “Giumar” è destinato a passare ancora un po’ di tempo inabissato. Ma c’è da fare presto, lottando contro le previsioni del tempo ed il fondale argilloso che si “inghiotte” il peschereccio finito sott’acqua dopo aver perso il suo equipaggio per cause che, al momento, si possono solo ipotizzare senza certezze. Se tutto andrà bene, la data giusta potrebbe essere domani. O, in caso di maltempo, venerdì.
Del resto gli adempimenti burocratici per dare il via libera alle operazioni di recupero dell’imbarcazione non sono pochi. E va garantita la sicurezza di tutti coloro che partecipano all’operazione. Dai subacquei della "Underwater Service", all’impresa titolare della draga “Alfredo” che, impegnata nei lavori di escavo del porto, ha dato la disponibilità a tirare su il relitto, fino a tutti gli addetti della capitaneria di porto, impegnata da una settimana senza sosta nella ricerca dei due pescatori scomparsi (Nello e Fabrizio Simonetti) mentre erano al lavoro.
La guardia costiera viareggina ha richiesto che sia predisposto «uno specifico piano di sicurezza che descriva nel dettaglio le varie fasi dell'operazione e gli eventuali rischi per gli operatori, la sicurezza della navigazione e l'ambiente marino e costiero».
Il piano di recupero sarà predisposto dagli ingegneri del Rina, mentre il piano di sicurezza sarà realizzato cura dello "Studio Sgrò" di Viareggio che - spiega Federico Giorgi, comandante in seconda - «svolge la stessa attività per tutti i cantieri della Darsena e si è reso disponibile anche in questo caso». La ditta locale "Hobby Mare" di Franco Bianchi si occuperà, invece, degli aspetti ambientali mediante la stesura di idonee panne galleggianti ed assorbenti nello specchio acqueo interessato dalle operazioni di recupero.
Ieri i subacquei hanno predisposto le fasce che saranno passate intorno all’imbarcazione e - insieme al personale della draga - hanno verificato le condizioni e le misure del peschereccio. Una volta che l’imbarcazione sarà emersa, sarà necessario svuotarla dall’acqua mettendo in funzione apposite pompe. Solo quando sarà alleggerita completamente si potrà verificare se galleggia, ed è dunque in grado di essere rimorchiata fino in porto, o se sarà la draga a doverla caricare nel proprio cassone per portarla a riva.
Ieri, intanto, non si sono interrotte le ricerche di Nello e Fabrizio. La motovedetta della Capitaneria, Cp 563, ha continuato la sua opera in mare, purtroppo ancora senza esito. La convinzione è che nella zona di mare più prossima a Viareggio non vi sia traccia dei due pescatori. Che potrebbero essere stati trascinati molto a largo, là dove il gioco di correnti porta verso la Gorgona e poi la Corsica. Al momento, comunque, le ricerche non sono state ufficialmente dichiarate interrotte. Ed i familiari dei due Simonetti, che sono cugini, non mancano di seguire passo passo anche le attività che si stanno predisponendo per il delicato recupero del relitto.
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