Italia
Raid sulle auto fuori dal cimitero
La gente era dentro a ricordare i propri cari: il brutto episodio ad Azzano
AZZANO. Ladri senza scropoli sfondano a sassate le auto di chi è al cimitero a ricordare i cari. Senza alcuna pietà, dato il momento particolarmente delicato, i malviventi hanno spaccato i vetri di alcune vetture per rubare borse e portafogli. Il brutto episodio è avvenuto ieri pomeriggio, tra le 15 e le 17, ad Azzano. Mentre il prete officiava la messa a La Cappella, i ladri hanno agito indisturbati facendo razzia di ciò che sono riusciti a portare via. Non si sono fatti scrupoli, e oltre a sfruttare quel momento vulnerabile, hanno anche rovinato pesantemente le auto parcheggiate lungo la via comunale della montagna. Ad una hanno fatto saltare in mille pezzi quasi tutti i vetri. A raccontare il fatto è stato l’ex presidente della Pubblica Assistenza di Azzano, Pietro Tonacci. Che è stata una delle vittime.
«Fa tanto dispiacere ritornare da un momento così solenne, e sapere che mentre eri vicino alla tomba dei tuo cari ti stavano devastando l’auto. Sembrerà una frase comune, ma ad Azzano non si vive più davvero come una volta, quando si dormiva con le porte aperte. Adesso c’è paura a rientrare a casa la sera, perché negli ultimi anni sono avvenuti troppi episodi».
Uno dei primi oltre due anni fa – lo ricorderete – quando i ladri entrarono in un’abitazione, in un ristorante, e durante il raid uccisero anche alcune galline. Domani, i cittadini vittime dei furti si recheranno a fare denuncia ai Carabinieri. Per adesso, sicure sono due le auto colpite, ma potrebbero essere molte di più dato che c’era una fila mezzi parcheggiati lunga un chilometro, da Azzano a Fabbiano. «C’è tanta rabbia e le persone sono stufe di questo clima – prosegue Tonacci. In una comunità come la nostra quando si tocca un abitante è come toccassero tutti, e quindi tutti hanno paura. Non vorrei che anche nella mia comunità succedesse quello che qualche volta abbiamo sentito ai telegiornali (di persone che hanno reagito ai ladri) perché sarebbe un dispiacere se qualcuno si rovinasse per qualche delinquente».
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