Il Tirreno

Versilia

Principino, la salvezza è trasformarlo in cinema

di Donatella Francesconi
Principino, la salvezza è trasformarlo in cinema

La proposta è stata presentata al liquidatore della Viareggio Versilia Congressi C’è la mano di Fabrizio Larini insieme ad un imprenditore del Nord Est

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Chiuso è una pena. Ma per il Centro congressi uno spiraglio potrebbe aprirsi: nuova vita, riconvertito a cinema. Con un investimento non astronomico si possono ricavare due sale cinematografiche, assicurare la riapertura e la prossima stagione estiva per non perdere definitivamente la clientela. Sul tavolo del liquidatore Romiti c’è una proposta per la gestione della struttura, strada che l’amministrazione comunale ha indicato alla Viareggio Patrimonio proprietaria del complesso. Gestione provvisoria che troppo temporanea potrebbe, alla fine, non essere. A farsi avanti è stato un imprenditore veneto che avrebbe il supporto di un vero e proprio esperto in materia di sale cinematografiche, quel Fabrizio Larini che ha riportato in vita il Pidocchino ormai cadavere. «No comment», è l’unica frase che il cronista riesce a strappare all’ex sindaco di Massarosa ed esponente del centrodestra versiliese.

Ma l’idea che la sede storica di tante serate del Premio Viareggio-Repaci e di molte altre manifestazioni culturali (come la stessa EuropaCinema, oggi nelle mani di Lucca) possa trasformarsi in un luogo animato dagli appassionati della pellicola, rilancia una speranza. Quella che il Centro Congressi - simbolo alle porte della città - non vada in malora e possa tornare ad essere quel punto di riferimento di una città che molti anni fa l’ha voluto pubblico fino al punto di espropriarlo al privato, con tutto ciò che all’epoca ne è conseguito.

Certo, sullo sfondo dell’operazione fallimento della Patrimonio si aggira il fantasma della vendita di immobile e stabilimento balneare. Un fantasma che deve vedersela con una ragnatela di incognite. A cominciare dal fatto di avere assunto nel 2005 - lo ricordano gli avvocati Alberto Morbidelli e Roberto Righi - «il regime giuridico dei beni demaniali culturali in aggiunta al già esistente regime di indisponibilità». Un passaggio che induce i due avvocati tra i più esperti in Toscana nelle vicende regolate dal diritto amministrativo a continuare: «Ci si deve domandare come sia stato possibile il conferimento dell’immobile dal patrimonio indisponibile del Comune di Viareggio a quello “privato” della Viareggio patrimonio, semplicemente per mezzo della deliberazione consiliare numero 60 del 24 ottobre 2006, se non ammettendosi che tale attribuzione si risolve in una forma di gestione del patrimonio pubblico comunale che oggi si vorrebbe assoggettare invece a procedura fallimentare secondo il regime tipico dei bei di proprietà dell’imprenditore commerciale». Ma è la stessa delibera a sciogliere il nodo, con un tocco di tacco di finanza creativa là dove si legge che «il trasferimento immobiliare avviene senza che la complessiva consistenza patrimoniale del Comune venga modificata, verificandosi un passaggio da immobilizzazione materiale a immobilizzazione immateriale di pari importo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa